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Dai risultati della rilevazione aggiornati al 31 dicembre 1999 si evince una situazione fondamentalmente soddisfacente. È proseguita, infatti, lattività di adeguamento dei sistemi facendo posizionare la maggior parte delle amministrazioni su livelli di conformità che consentono la sostenibilità operativa, cioè il funzionamento dei propri sistemi critici, quelli che rientrano nei compiti istituzionali dellamministrazione.
Ad un buon livello di conformità delle infrastrutture informatiche, che già era stato rilevato con lindagine di fine luglio, si è aggiunto un livello di conformità delle applicazioni e procedure informatiche.
Al fine di limitare ogni possibile inefficienza legata ad eventuali malfunzionamenti dipendenti anche da altri enti con cui si è collegati, il Comitato ha richiesto alle Amministrazioni Centrali di predisporre dei piani per la continuità ed emergenza con lobiettivo di essere comunque in grado di erogare i propri servizi anche se con ridotta produttività. Con la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 settembre 1999 pubblicata nella G.U. del 25 settembre 1999 è stato fatto obbligo a tutte le Amministrazioni di predisporre piani demergenza e continuità dei servizi essenziali e di assumere le opportune iniziative nei confronti degli enti e dei soggetti vigilati, per garantire il rispetto degli indirizzi della direttiva stessa.
Nei confronti della Pubblica Amministrazione locale (Regioni, Province e Comuni, Università, Camere di Commercio, Comunità montane ed altri enti territoriali), è stato completato un terzo aggiornamento i cui risultati hanno messo in rilievo che il 73% delle amministrazioni ha risposto ai questionari inviati ed il 64% ha dichiarato di avere in corso un processo di adeguamento e di raggiungere, per il 61%, la conformità dei propri sistemi più significativi (sistemi critici) entro il 1999.
Nonostante lampliamento della base dindagine abbia incluso anche i piccolissimi Comuni (poco sensibili in genere al problema), si è potuto riscontrare un lieve incremento in termini di risposte ottenute (dal 72% degli interpellati della prima rilevazione al 73% della successiva). È risultato rilevante. Inoltre, il miglioramento del livello di consapevolezza delle amministrazioni che hanno in corso processi di adeguamento, tantè che è cresciuto il numero dei soggetti che hanno previsto di raggiungere la conformità all'anno 2000 entro il 1999 (dal 23% al 61%). Per altri aspetti generali, si confermano le indicazioni emerse precedentemente. Non si può nascondere, infatti, un ritardo nelle attività di adeguamento per la maggior parte dei piccoli comuni, a causa di una scarsa comprensione del problema.
In termini di popolazione le mancate risposte di 2.232 Comuni riguardano una popolazione di 9.238.398 abitanti (in altri termini i Comuni che non hanno risposto 27% - rappresentano il 16% della popolazione).
Anche nei confronti della Pubblica Amministrazione locale, avvalendosi della collaborazione di intermediari istituzionali (Prefetture, UNCEM, ANCI, UPI), si è sollecitata la predisposizione di piani di continuità ed emergenza al fine di continuare ad erogare sia pur con ridotta produttività i propri servizi..
Per quanto attiene alle città più popolose, su richiesta del Comitato, l'AIPA ha affidato alla Gartner Group S.p.A. la rilevazione del rischio anno 2000 presso i 15 maggiori comuni italiani.
Anche in questo caso i risultati rilevati sono sostanzialmente soddisfacenti.
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