1. Le iniziative del Settore Energia e Sistema produttivo, orientate nella prima fase di attività del Comitato a sensibilizzare i soggetti esposti ai rischi del Millennium Bug ed a promuovere la realizzazione di progetti per il raggiungimento della conformità informatica allanno 2000, nellultimo quadrimestre del 1999 sono state rivolte soprattutto a indirizzare la predisposizione dei Piani di continuità ed emergenza e allorganizzazione per affrontare il passaggio di data (roll over).
A tal fine si sono svolti numerosi incontri di lavoro ai quali hanno partecipato:
| per il sotto-settore energia le principali aziende e le associazioni di categoria, quali: AEM Milano, AEM Torino, ANIGAS, ASSOCOSTIERI, ASSOGAS LIQUIDI, ASSOMINERARIA, ENEL, ENI, EDISON, EDISON GAS, FEDERELETTRICA, FEDERGASACQUA, ITALGAS; SONDEL, UNAPACE, UNIONE PETROLIFERA. | |
| per il sotto-settore sistema produttivo le Confederazioni e le associazioni rappresentative della realtà produttiva nazionale, quali: ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE, C.N.A., CONFAPI, CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, CONFARTIGIANATO, C.N.A., C.A.S.A., C.L.A.A.I., CONFAGRICOLTURA, C.I.A., COLDIRETTI, CONFCOOPERATIVE; LEGA COOPERATIVE; UNIONE NAZIONALE COOPERATIVE ITALIANE. |
1 a) Le attività del sottosettore Energia
Il sottosettore fa riferimento alla produzione-distribuzione di: energia elettrica, petrolio e prodotti petroliferi, gas naturale in una dimensione non solo locale e nazionale, ma anche sovranazionale in presenza di reti e interconnessioni che interessano più paesi.
Per questa complessità le problematiche concernenti ladeguamento informatico allanno 2000 sono state affrontate in molteplici sedi: Unione Europea, G8, International Y2K Cordination Center delle Nazioni Unite, organismi internazionali di settore come lUCTE (Union pour la Coordination du Transport de lElectricité) nel campo dellenergia elettrica.
In ambito nazionale la risposta degli operatori e delle associazioni di categoria è stata pronta e costruttiva consentendo allItalia un raggiungere un livello di preparazione non inferiore a quello dei paesi maggiormente sviluppati. Un lavoro molto articolato è stato svolto dalle aziende principali, ENEL ed ENI, che hanno fornito un contributo decisivo per assicurare la continuità dei servizi essenziali al funzionamento dellintero "sistema paese". Altrettanto impegno è stato profuso da altri operatori di notevole importanza, come le principali aziende municipali (ACEA, AEM Milano, AEM Torino), lITALGAS, la EDISON e la EDISON Gas, la SONDEL. Anche il loro apporto è stato determinante in quanto hanno coinvolto e sensibilizzato tutte le realtà periferiche, coordinando le iniziative anche a livello locale nella gestione del Millennium Bug, in stretto collegamento con il Comitato anno 2000 e con i CEP-anno 2000 istituiti presso le Prefetture.
I Gruppi di progetto che presiedevano alle attività di Enel ed Eni hanno completato i loro programmi di adeguamento nei tempi previsti e predisposto i piani di continuità richiesti dal Comitato, nonché partecipato alla definizione del sistema di coordinamento per il periodo di roll over, mettendo a disposizione proprie risorse informative. Le stesse società hanno fornito apprezzabile supporto a importanti iniziative di rilevanza internazionale e hanno consentito al Comitato di conoscere la situazione di altri paesi e di collaborare con essi nella definzione di strategie comuni contro il Millennium Bug.
In particolare l'ENEL, che controlla il 73% della produzione di energia elettrica e più del 90% del market share in Italia, ha completato lesecuzione dei test interni per i sistemi "mission critical", le operazioni di rilascio in produzione ed i test "end -to- end".
Per quanto riguarda i piani di continuità, lENEL si è uniformato alle metodologie elaborate dal NERC (North-American Electricity Reliability Council), articolandoli nelle seguenti fasi:
- identificazione dei rischi operativi;
- analisi degli scenari;
- definizione delle strategie per la gestione del rischio;
- pianificazione generale e di dettaglio.
Le tecniche di gestione del sistema elettrico studiate ad hoc per mitigare i rischi del passaggio transizione di data hanno previsto lutilizzazione della rete AT (Alta Tensione) al massimo livello di interconnessione consentito onde ottenere piena ridondanza; nonché, contestualmente, un numero di gruppi di produzione connessi in rete tale da assicurare un ampio margine di riserva disponibile (lENEL ha peraltro dichiarato di disporre di scorte per un mese, con possibilità di incrementarle). Tali misure preventive generali, assieme ad altre più specifiche, hanno consentito di gestire in sicurezza il sistema elettrico nella sua globalità, prescindendo dai rischi specifici relativi a ciascun singolo processo elementare.
Per fare fronte ai possibili malfunzionamenti di singoli sistemi ci si è affidati a risorse interne ed esterne di pronto intervento nei periodi critici e si è provveduto all'allestimento di adeguati sistemi di back-up per i processi ad alto rischio.
Nella fase di roll over, nell'intero territorio nazionale non si sono verificati fenomeni di instabilità della rete, né di mancanza di elettricità.
LENI, che controlla la massima parte del mercato del petrolio e dei prodotti petroliferi in Italia, ha raggiunto e pubblicamente dichiarato la piena conformità al 2000, nonché la propria capacità di gestione dellemergenza (con la disponibilità di scorte per oltre un mese). Le apprensioni riguardanti limpianto russo della Gazprom , che dalla Siberia fa affluire in Italia circa il 30% del nostri fabbisogno di gas, sono venute meno dopo le dichiarazioni di raggiunta conformità al 2000 da parte della società e dalle autorità russe (vedi in appendice la scheda sullattività internazionale). Non sono sorte preoccupazioni per i sistemi di alimentazione del gas del Mare del Nord e dellAlgeria sui quali il controllo da parte dellENI è più diretto.
LENI ha predisposto i Piani di continuità delle aziende del Gruppo, in collaborazione con Gartner Group e li ha trasmessi al Comitato.
Anche tutti gli altri soggetti della catena energetica, tramite le loro associazioni ed altri organi rappresentativi, hanno mantenuto costantemente aggiornato il Comitato sullo stato di adeguamento in corso ed hanno completato in tempo utili gli interventi in tal senso. Lazione di sensibilizzazione ha prodotto unelevata consapevolezza delle aziende nei confronti del problema "anno-2000" e un avanzato livello di adeguamento dei sistemi ritenuti critici. Sono stati comunque predisposti i piani di continuità, inviati tempestivamente al Comitato o ai CEP-anno2000 presso le Prefetture.
(Presso il Comitato sono stati depositati i piani di continuità di AEM Milano, AEM Torino, ENEL, ENI, EDISON, EDISON GAS, ITALGAS; SONDEL. I piani delle aziende municipalizzate (speciali) o delle aziende minori operanti a livello locale sono stati trasmessi ai CEP-anno 2000 presso le Prefetture).
Assai rilevante è stato il lavoro svolto in collaborazione con gli operatori del settore petrolifero e con il Ministero dellIndustria per la gestione delle scorte, al fine di poterne disporre in una situazione di massima flessibilità.
Hanno agito in questa direzione: lUNIONE PETROLIFERA, che rappresenta le maggiori società operanti in Italia nel campo della raffinazione e distribuzione del petrolio; lASSOCOSTIERI, che associa aziende autorizzate allesercizio di depositi costieri fiscali e/o doganali, le quali si occupano di: importazione, esportazione, immissione al consumo per il mercato interno, transito, "bunkeraggio" alle navi ed agli aerei, miscelazione e colorazione dei prodotti; lASSOMINERARIA alla quale aderiscono le imprese operanti nel campo dellesplorazione e produzione di idrocarburi liquidi e gassosi, di fluidi geotermici e di minerali, e le imprese che forniscono beni strumentali e servizi specialistici al comparto petrolifero e minerario in generale.
1 b) Le attività del sottosettore Sistema produttivo
In questo sottosettore (che fa riferimento a tutte le realtà produttive di beni e servizi presenti nel Paese) è continuata, con il contributo determinante delle Confederazioni e delle Associazioni, lopera di sensibilizzazione delle imprese, con particolare attenzione per quelle di più ridotte dimensioni, che più delle altre hanno incontrato difficoltà nellavviare gli interventi di adeguamento dei propri sistemi informativi e computerizzati.
Le raccomandazioni e le linee guida del Comitato, lazione specifica e diffusa delle associazioni rappresentative dei settori produttivi, a livello nazionale e tramite le organizzazioni periferiche, hanno dato ottimi risultati, come emerge dallindagine dellISTAT sullo stato di preparazione allanno 2000 delle PMI (cfr. par. 3). Infatti le iniziative assunte si sono dimostrate efficaci per il raggiungimento di un livello di conformità adeguato anche in relazione ai tempi molto ristretti a disposizione.
Per il buon esito della complessa operazione Millennium Bug di notevole importanza è stato il ruolo della comunicazione, grazie alla risonanza avuta dalla Conferenza nazionale sulladeguamento informatico allanno 2000 (Roma, 17-18 giugno 1999), alle campagne informative attraverso stampa e radiotelevisione, nonché grazie allinformativa indirizzata alle circa 5.300.000 imprese iscritte alle Camere di Commercio e stampata sul bollettino di esazione del diritto annuale discrizione e, infine, alla pubblicazione della Guida al Problema Anno 2000 per le Piccole e Medie Imprese inserita anche nel Sito Internet del Comitato (www.comitatoanno2000.it).
Le 15 associazioni nazionali di categoria che hanno collaborato con il Comitato hanno operato anche attraverso la proprie sedi territoriali. Attraverso la loro mediazione è stato possibile attivare ed gestire il flusso informativo imprese-Comitato.
Pare opportuno nominare anche in questa relazione le associazioni e le rispettive articolazioni che si sono impegnate in una simile determinante attività:
| CONFINDUSTRIA, che associa circa 110.000 imprese manifatturiere e di servizi di tutte le dimensioni e che si è avvalsa di 50 associazioni territoriali e delle associazioni di categoria confederate; | |
| CONFAPI, che associa circa 60.000 Piccole Medie Imprese (PMI) del settore manifatturiero e dei servizi; | |
| CONFCOMMERCIO, che associa circa 750.000 imprese operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi; | |
| CONFESERCENTI, che associa circa 240.000 imprese del settore del commercio, del turismo e dei servizi; | |
| CONFARTIGIANATO, che associa più di 520.000 artigiani; è organizzata su base regionale, provinciale e locale con oltre 1200 sedi periferiche; | |
| CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA, associazione professionale del settore agricolo che si articola in associazioni di categoria e in istituti con sedi in tutte le regioni e le province; | |
| COLDIRETTI che rappresenta sia imprese, sia singoli operatori del settore agricolo ed è territorialmente articolata in 96 Federazioni provinciali e 864 Uffici intercomunali; | |
| CONFCOOPERATIVE, la principale associazione multisettoriale cooperativa con scopi di rappresentanza, assistenza, tutela e vigilanza del movimento cooperativo, che associa circa 18.000 imprese ed è presente su tutto il territorio nazionale con circa 100 organismi ed alla quale fanno capo Associazioni nazionali di settore, quali: Agroalimentare, Pesca, Credito, Consumo, Abitazione, Cultura e Turismo, Lavoro e Servizi, Solidarietà, Mutue; | |
| LEGA DELLE COOPERATIVE, che associa cooperative attive in tutte le regioni e in tutti i settori produttivi come la distribuzione commerciale, le costruzioni, lagro-alimentare, i servizi, le attività manifatturiere, il campo assicurativo, quello finanziario e quello creditizio. Essa si articola in autonome Associazioni di settore, a cui le cooperative aderiscono in base all'attività economica esercitata, e in autonome Legacoop regionali e provinciali, responsabili nelle rispettive aree territoriali; | |
| ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE, che si articola in Federazioni Regionali e Provinciali; | |
| UNIONE NAZIONALE COOPERATIVE ITALIANE, che rappresenta circa il 20% del movimento cooperativo e conta più di 5.700 cooperative associate. |
2. La collaborazione con il Ministero dellIndustria
Come già accennato, le attività di preparazione del passaggio di data hanno potuto contare su unintensa ed efficace collaborazione con il Ministero dellIndustria, soprattutto per valutare i possibili impatti del Millennium Bug sui sistemi energetico e produttivo.
Secondo quanto previsto dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri (10 settembre 1999) sull"Adeguamento dei sistemi informatici al cambio di data dellanno 2000", le singole amministrazioni, nellambito delle rispettive competenze, sono state invitate ad assumere tutte le iniziative necessarie, anche nei confronti degli enti e soggetti vigilati, per assicurare lerogazione dei servizi essenziali, quali la fornitura di energia e di combustibili ai servizi sanitari e la distribuzione alimentare.
E stato costituito a tal fine un "Gruppo di consultazione", per valutare i risultati raggiunti nellattività di informazione, analisi, progettazione, realizzazioni e collaudo degli apparati e sistemi esposti al Millennium bug. In particolare, il Gruppo di consultazione ha ritenuto necessario concentrare lattenzione sulla continuità dei più vitali servizi di pubblica utilità, analizzando ladeguatezza dei piani predisposti dai soggetti erogatori.
Sono stati ritenuti potenzialmente più a rischio: lapprovvigionamento del petrolio e dei prodotti derivati fino alla distribuzione dei carburanti, la distribuzione alimentare e farmaceutica.
Nel primo caso sono state adottate idonee misure per rendere il più possibile flessibile la disponibilità di prodotto nel tempo e sul territorio. In particolare la Direzione generale per lenergia e le risorse produttive del M.I. ha emanato:
| Il Decreto 13 dicembre 1999 (in allegato) che ha previsto per i titolari di impianti di lavorazione e/o di stoccaggio di oli minerali gravati dallobbligo di scorta di prodotti petroliferi finiti, derivanti dalle immissioni al mercato interno- la possibilità di ricorrere, in caso di necessità, anche al destoccaggio della scorta dobbligo nel periodo 24 dicembre 1999 - 7 gennaio 2000; | |
| la Direttiva 13 dicembre 1999 (in allegato) che, per il periodo 24 dicembre 1999 - 7 gennaio 2000, ha disposto che i soggetti titolari di impianti di lavorazione e/o di stoccaggio di oli minerali gravati dallobbligo di scorta di prodotti petroliferi finiti, derivanti dalle immissioni al mercato interno- detenessero nel proprio impianto e/o presso gli impianti, siti nelle rispettive aree geografiche, una quota esclusiva di prodotti petroliferi pari almeno ad un sesto delle scorte complessive (per assicurare una migliore distribuzione sul territorio dei combustibili per una loro più rapida disponibilità attigua ai luoghi di consumo); | |
| la Direttiva 13 dicembre 1999 (in allegato) che per il periodo 24 dicembre 1999 - 7 gennaio 2000 ha disposto che i soggetti, titolari di impianti di stoccaggio di g.p.l. gravati dallobbligo di scorta- assicurassero presso i propri impianti la massima disponibilità di tale prodotto. |
Con riguardo alla distribuzione alimentare, farmaceutica e dei carburanti non sono state previste particolari misure precauzionali avendo i rappresentanti di tali settori fornito soddisfacenti assicurazioni sui livelli di preparazione raggiunti da tutti gli operatori interessati e sulla capacità di gestire le eventuali situazioni di emergenza mediante l'attivazione di idonee procedure di coordinamento.
In tal senso la CONFCOMMERCIO, in supporto al Centro decisionale nazionale di Forte Braschi, ha organizzato un apposito Coordinamento centrale, assistito da esperti, per assicurare comunicazioni in rete con le realtà territoriali. A tale coordinamento hanno partecipato:
| 10 coordinatori aziendali per la distribuzione alimentare (5 della Grande Distribuzione FAID e 5 della Distribuzione Organizzata - FEDERCOM); | |
| 1 coordinatore dei dettaglianti indipendenti - FIDA; | |
| 2 coordinatori per lingrosso farmaceutico (ADF); | |
| 2 coordinatori per la distribuzione carburanti (FIGISC-ASSOPETROLI). |
3. La seconda indagine ISTAT sulle PMI
Il Comitato, ad integrazione e completamento delle indagini effettuate attraverso le associazioni delle imprese e di categoria, ha richiesto all'ISTAT di procedere a due indagini di chiusura (a campione) sullo stato di adeguamento informatico all'anno 2000 delle piccole e medie imprese., che sembravano più esposte al rischio de l Millennium Bug.
I risultati della prima indagine, compiuta in luglio, sono stati esposti nella prima Relazione al Parlamento. Dai dati acquisiti emergeva come in media circa l85% degli interpellati fosse consapevole del problema "anno-2000" ed avesse intrapreso azioni per risolverlo, predisponendo nel 81% circa dei casi, progetti per risolverlo completati nella misura 85%. Un simile risultato era stato valutato più che soddisfacente.
La seconda rilevazione, realizzata dallISTAT e terminata a fine ottobre, è stata condotta su un campione di imprese diverse, ma selezionate con i medesimi criteri adottati nella prima indagine. Il campione era rappresentativo delluniverso delle circa 58.000 imprese dellindustria, del commercio e degli altri servizi (con un numero di addetti variabili da 20 a 250), con esclusione delle imprese estrattive, di quelle che operano nella produzione e distribuzione di energia elettrica, gas ed acqua e di quelle dellintermediazione finanziaria e dei trasporti e comunicazioni. Laggregato si riferisce pertanto ad: alberghi e ristoranti, attività immobiliari, noleggio, servizi di informatica ed altre attività professionali ed imprenditoriali.
Nelle interviste (telefoniche) svolte il 20 ottobre 1999, sono stati utilizzati gli stessi quesiti della prima indagine con la seguente variante: in luogo delle domande relative allanalisi delle caratteristiche dei sistemi informatici aziendali, sono state formulate domande sulla predisposizione dei piani di continuità ed emergenza.
In sintesi i risultati della seconda rilevazione campionaria dellISTAT si possono compendiare nelle seguenti tre tabelle:
Conoscenza del problema "data 2000" |
Industria |
Commercio |
Altri servizi |
Totale | |||
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
||
| Le imprese non conoscono il problema | 0.4 |
|
0.2 |
0.3 |
2.8 |
1.5 |
0.6 |
| Le imprese non conoscono il problema sufficientemente e non è stata avviata alcuna azione | 6.9 |
5.1 |
5.1 |
4.1 |
7.9 |
6.7 |
6.4 |
| Le imprese conoscono il problema ma non è stata avviata alcuna azione | 6.6 |
3.8 |
4.4 |
2.2 |
12.0 |
9.3 |
6.3 |
| Le imprese conoscono il problema ed è stata avviata un azione | 86.1 |
91.1 |
90.3 |
93.4 |
77.3 |
82.5 |
86.7 |
Totale |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
| Progetti esecutivi sui sistemi critici | Industria |
Commercio |
Altri servizi |
Totale |
|||
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
||
| Sono stati elaborati progetti esecutivi con riferimento ai sistemi critici | 88.2 |
91.3 |
88.6 |
90.8 |
85.9 |
89.7 |
88.9 |
| Non sono stati elaborati progetti esecutivi | 11.1 |
7.9 |
10.7 |
8.9 |
13.7 |
9.6 |
10.4 |
| Il rispondente non è informato | 0.7 |
0.8 |
0.7 |
0.3 |
0.4 |
0.7 |
0.7 |
Totale |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
| Percentuale di completamento dei progetti esecutivi ad oggi | 89.1 |
91.2 |
91.4 |
90.2 |
92.2 |
90.8 |
90.3 |
Predisposizione piano di continuità emergenza |
Industria |
Commercio |
Altri servizi |
Totale | |||
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
||
Predisposizione del piano di continuità ed emergenza |
|||||||
E stato predisposto un piano di continuità ed emergenza |
37.9 |
45.4 |
49.3 |
50.7 |
38.7 |
49.6 |
41.7 |
Non è stato predisposto un piano di continuità ed emergenza |
62.1 |
54.6 |
50.7 |
49.3 |
61.3 |
50.4 |
58.3 |
Totale |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
Stato di avanzamento del piano di continuità ed emergenza |
|||||||
Il piano è in corso |
29.5 |
24.1 |
21.7 |
26.3 |
26.5 |
28.2 |
26.8 |
Il piano è stato approvato e adottato |
38.0 |
39.3 |
37.4 |
37.3 |
36.1 |
32.0 |
37.7 |
Il piano è stato testato |
32.5 |
36.6 |
41.0 |
36.4 |
37.3 |
39.8 |
35.5 |
Totale |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
Motivi della non predisposizione del piano |
|||||||
| Non sono state rilevate situazioni critiche | 83.0 |
81.3 |
77.7 |
80.5 |
82.2 |
79.6 |
81.9 |
| Il piano verrà predisposto entro lanno | 11.8 |
13.6 |
21.1 |
16.9 |
14.1 |
17.2 |
13.6 |
| Limpresa non è in grado di predisporlo | 5.2 |
5.1 |
1.2 |
2.6 |
3.7 |
3.2 |
4.5 |
Totale |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
100.0 |
Lindagine ha segnalato una progressiva conoscenza dei problemi dovuti al Millennium Bug, un ulteriore avanzamento nella realizzazione di progetti per la loro risoluzione e un sensibile progress verso una piena conformità.
In effetti, in media circa l87% degli interpellati ha dichiarato di conoscere il problema (rispetto all85% della prima indagine) e di aver intrapreso azioni per risolverlo, predisponendo nel 89% circa dei casi progetti esecutivi (rispetto all81% della p. i.), completati, alla data dellintervista, in una misura superiore all 90% (rispetto all85% della p.i.).
Peraltro si segnalano anche valori in diminuzione, che dimostrano che a fronte di una conoscenza più approfondita del possibile impatto del Millennium Bug si sono presentate difficoltà crescenti nellavviare azioni di rimedio rispetto a quanto previsto in un primo momento.