SETTORE CREDITO E FINANZA (Coordinatore Gerardo Pieretti)

 

 

I. L’azione di raccordo del settore

Il settore ha svolto un'azione di coordinamento nei confronti del sistema bancario e finanziario che dal 1996 è impegnato ad affrontare il Millennium Bug. I soggetti di rilevanza nazionale che rientrano nell'area del settore sono: la Banca d’Italia, l'ISVAP, la CONSOB, l'ABI. Il settore si è occupato, a livello più diffuso, dei soggetti sottoposti al controllo o alla rappresentanza di tali enti, d'intesa e per il tramite dei medesimi.

Come nella precedente relazione, la situazione del settore verrà esposta facendo riferimento alle iniziative e alle attività poste in atto dai sopra citati Enti.

II. Il ruolo e l’azione della Banca d’Italia

La Banca d’Italia, quale organo di vigilanza e autorità responsabile del corretto funzionamento del sistema dei pagamenti, nel secondo semestre del 1999, ha proseguito l'azione avviata, sin dal 1996, a livello interno ed esterno, nei confronti dei soggetti vigilati o sorvegliati, nella sede della cooperazione interbancaria e in sede europea.

A livello interno, è stato completato l’adeguamento dei sistemi informativi aziendali; sono stati individuati e predisposti i presidi tecnico-organizzativi per gestire la transizione e le misure di emergenza per far fronte ad eventuali malfunzionamenti.

A livello esterno, le aree di intervento hanno riguardato: la cooperazione a livello nazionale e internazionale con gli organismi di controllo; l’organizzazione dei collaudi delle procedure del sistema dei pagamenti; l’azione di vigilanza e sorveglianza; i profili tecnico-organizzativi per la gestione della transizione al nuovo millennio.

Nella sede della cooperazione interbancaria, la Banca per il tramite della CIPA ha proseguito l’azione per il coordinamento delle iniziative volte all’adeguamento delle applicazioni interbancarie standardizzate, in particolare per quanto riguarda i collaudi e la predisposizione dei piani di contingency.

Le infrastrutture e le applicazioni dei progetti europei sono state adeguate e collaudate in linea con i piani concordati nell’ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC).

II.A La cooperazione con gli organismi di controllo

La Banca d’Italia ha posto particolare attenzione all’attività di cooperazione con altri organismi di controllo, sia all’interno che all’esterno del Paese.

All’interno del Paese, nel mese di settembre, al consueto incontro con le autorità di controllo hanno partecipato l’ABI, i Centri Applicativi, la Società Interbancaria per l’Automazione (SIA) e un gruppo di operatori bancari e finanziari, rappresentativo del sistema finanziario italiano; l’incontro ha permesso di creare un comune orientamento sulle iniziative poste in essere nell’ultima parte dell’anno, segnatamente per quanto attiene al completamento dei collaudi delle applicazioni e alla messa a punto dei piani di contingency.

A livello internazionale, la Banca ha partecipato attivamente alle iniziative promosse dalla Banca dei Regolamenti Internazionali e dalla Banca Centrale Europea, in particolare per la definizione degli aspetti organizzativi legati alla gestione delle attività e allo scambio delle informazioni nel periodo della transizione. Nel mese di settembre, presso il nuovo Centro Donato Menichella, è stato ospitato un convegno internazionale promosso dal Joint Year 2000 Council, rivolto alle autorità di controllo dei mercati finanziari dell’area europea.

II.B L’organizzazione dei collaudi nel sistema dei pagamenti

Il sistema finanziario italiano ha dedicato un consistente impegno alla verifica del corretto funzionamento dei propri sistemi informativi. In tale contesto hanno assunto particolare rilievo i collaudi delle applicazioni relative al sistema dei pagamenti e di quelle relative al regolamento delle negoziazioni effettuate nei mercati telematici.

Al riguardo va ricordata la positiva partecipazione del sistema finanziario italiano al Global Test of Payment System, promosso dalla New York Clearing House nel mese di giugno 1999, per verificare, in un contesto globale, il corretto funzionamento delle operazioni di pagamento cross border.

Dopo un primo ciclo conclusosi nel primo semestre dell’anno, la Banca d’Italia, nel periodo settembre-novembre, ha promosso presso il sistema finanziario una nuova sessione di collaudi intesa a: verificare gli aggiornamenti realizzati dopo il mese di giugno; effettuare ulteriori controlli del grado di integrazione delle procedure aziendali con quelle interbancarie; simulare la chiusura delle applicazioni il 31 dicembre 1999.

I risultati ottenuti in tale fase si sono rivelati pienamente soddisfacenti, con una partecipazione pressoché totale degli operatori.

In settembre si è svolto con successo il Target Demonstration Test, promosso dalla Banca Centrale Europea. La partecipazione del nostro Paese è risultata particolarmente rilevante sia in termine di adesioni (2/3 del totale), sia in termini di numero di operazioni eseguite (circa il 50% dell'intero sistema TARGET).

A metà dicembre è stata infine effettuata una sessione di collaudo, durante la quale, attraverso la simulazione delle attività previste nel periodo del roll over (31 dicembre - 3 gennaio 2000), il sistema finanziario e i service provider (SIA, Centri applicativi, Monte Titoli ecc.) hanno potuto mettere a punto il piano delle attività previste per il periodo della transizione e i relativi piani di contingency.

 

II.C L’azione di vigilanza e di sorveglianza.

L’azione di promozione e monitoraggio è proseguita, con gli ordinari strumenti a disposizione dell’Autorità di Vigilanza e Sorveglianza, nel quadro delle iniziative dirette a preservare l’efficienza e la stabilità del sistema finanziario; sono state seguite con particolare attenzione le situazioni di ritardo o di difficoltà emerse nel corso della terza indagine condotta in aprile-maggio e sono state sollecitate azioni correttive delle pianificazioni.

La Banca d’Italia ha richiesto ai service provider di maggior rilievo per il mondo finanziario (SIA, Montetitoli, Cassa di compensazione e Garanzia ecc.), alle società di gestione dei mercati, agli intermediari bancari e finanziari, nonché agli operatori del sistema dei pagamenti di predisporre entro il 30 settembre il proprio piano d'emergenza. Nell’occasione, gli intermediari, in linea con i principi e gli orientamenti stabiliti in sede internazionale, in particolare dal Joint Year 2000 Council, sono stati sollecitati a definire un'appropriata strategia di comunicazione da attuarsi prima e durante il passaggio al nuovo millennio.

E’ stata curata la verifica del rispetto degli impegni stabiliti, acquisendo le opportune informazioni presso i principali intermediari con rilevazioni ripetute con frequenza crescente all’avvicinarsi del cambio data. Gli intermediari sono stati chiamati a fornire resoconti (c.d. status report) sulla situazione nelle principali aree di attività, sulle eventuali difficoltà incontrate, di origine interna o indotte da controparti esterne, nonché sulle contromisure adottate per superarle.

A tutti gli operatori, indipendentemente dalla dimensione, è stato richiesto inoltre di segnalare con la massima tempestività eventuali malfunzionamenti in grado di compromettere l’operatività aziendale (c.d. exception report).

II.D Profili organizzativi per la gestione della fase di transizione

Per gestire le attività connesse con il cambio data, la Banca d’Italia ha costituito una Segreteria Tecnica anno 2000 con il compito di coordinare le azioni promosse dai vari organismi della Banca; la Segreteria ha provveduto alla diffusione delle informazioni verso l’esterno. Le principali informazioni di rilevanza esterna sono state pubblicate nel sito internet dell’Istituto (www.bancaditalia.it).

Nel periodo tra il 27 dicembre 1999 e il 5 gennaio 2000 è stato istituito uno Steering Committee, coordinato da un Membro del Direttorio, con il compito di monitorare le attività relative al periodo della transizione. In tale ambito, in particolare, hanno operato due strutture: un Central Communication Point (CCP) per la raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni all’interno e all’esterno dell’Istituto e un Centro di Coordinamento Emergenze (CCE) per la gestione di eventuali situazioni di criticità.

Il Central Communication Point (CCP) è stato istituito in linea con le iniziative avviate dalla Banca dei Regolamenti Internazionali e dalla Banca Centrale Europea .

Nel periodo della transizione, la Banca d’Italia ha rappresentato l’autorità nazionale che, in stretto raccordo con gli altri organi di vigilanza, CONSOB e ISVAP, ha coordinato la raccolta e la distribuzione delle informazioni, relative al settore creditizio, finanziario e assicurativo, presso le sedi internazionali e presso il Centro Decisionale Nazionale (CDN) per l’anno 2000, istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri; in tale veste ha predisposto l’informativa fornita agli organi di stampa durante il roll over week end.

Nel quadro delle azioni per la mitigazione dei rischi legati al periodo della transizione, sono stati adottati i seguenti provvedimenti:

31 dicembre: chiusura del Sistema TARGET e del Sistema dei Pagamenti nazionale (BI-REL), tranne le applicazioni BANCOMAT e POS. Le esigenze di banconote da parte degli operatori sono state soddisfatte fino alle ore 17 del giorno 30. Tale iniziative sono strettamente coerenti con la chiusura di TARGET, deciso dalla Banca Centrale Europea e con la legge n. 466/99 che ha disposto la proroga al 3 gennaio dei termini relativi agli adempimenti, pagamenti e operazioni in scadenza il 31 dicembre 1999;
1 gennaio (pomeriggio): effettuazione di test di connettività con il Sistema Europeo delle Banche Centrali per il sistema TARGET e verifica delle applicazioni "vitali" dell’Istituto e dei service provider (SIA, Montetitoli ecc.) con il coinvolgimento della sede di Milano e di un ridotto numero di Filiali;
1 gennaio (pomeriggio): apertura del Sistema dei Pagamenti per le transazioni domestiche in data contabile 3 gennaio;
2 gennaio: verifica del funzionamento delle infrastrutture centrali e periferiche dell’Istituto attraverso l’apertura di tutte le Filiali e la verifica dell’operatività delle stesse;
3 gennaio: scambio di pagamenti con le altre banche centrali prima dell’apertura del sistema TARGET.

III. Il ruolo e l’azione dell’ABI

Nel secondo semestre del 1999 l’Associazione Bancaria Italiana, nell’ambito del Comitato ABI/CIPA "Informatica e Servizi di Pagamento" ha seguito essenzialmente le seguenti attività:

la prosecuzione dei collaudi delle procedure interbancarie standardizzate e il collaudo dei relativi piani di contingency;
il monitoraggio delle applicazioni e dei sistemi aziendali (c.d. embededd system).

Per quanto concerne le procedure interbancarie standardizzate, in sintonia con le iniziative promosse dalla Banca d’Italia, nel periodo settembre-novembre sono stati avviati nuovi cicli di collaudo cui ha partecipato circa il 100% delle banche. In tale circostanza specifico rilievo hanno avuto le applicazioni che gestiscono i versamenti dei tributi e contributi all’Erario, all’INPS e alle Regioni.

Il 16 ottobre una sessione di collaudi è stata riservata esclusivamente alle applicazioni Bancomat e POS, simulando on line il passaggio di data.

L’andamento dei piani di adeguamento di tali applicazioni é stato seguito anche attraverso periodici incontri con i fornitori e/o gestori di terminali POS, con gli emittenti di carte di credito nonché con le società fornitrici di ATM.

Nel corso del novembre 1999 i piani di contingency delle principali applicazioni standardizzate sono stati sottoposti a test da parte di alcune banche, dai Centri Applicativi e dalla SIA e i risultati hanno dimostrato la validità delle scelte organizzative e tecniche effettuate .

In tale ambito, l’ABI ha definito un accordo con il Ministero del Tesoro, INPS, INPDAP, INAIL, INPDAI, Poste Italiane con al fine di assicurare l’integrazione dei piani di contingency settoriali, relativamente al pagamento delle pensioni, delle rendite e degli stipendi.

Con riferimento alla data del 30 settembre 1999 è stata svolta una seconda indagine sullo stato di adeguamento delle applicazioni e dei sistemi aziendali. L'esito, in linea con quanto emerso nel corso dell’indagine eseguita nel primo semestre, ha evidenziato una situazione positiva e la predisposizione di piani di adeguamento prossimi alla realizzazione.

Per gestire le attività connesse con il cambio di data, ad un Centro di coordinamento -composto da ABI, CIPA, SIA, ICCREA, ICCRI, SECETI e SSB- è stato affidato il compito di assumere decisioni per l’eventuale attuazione dei piani di contingency delle applicazioni standardizzate nonché per affrontare qualsiasi altro problema relativo al passaggio all'anno 2000, interessante il sistema bancario.

Il Centro ha operato in stretta connessione con le strutture predisposte sull’argomento dalla Banca d’Italia e, più in generale, con quelle istitituite a livello nazionale; é stato in funzione dal 31 dicembre 1999 al 5 gennaio 2000;

Su incarico del Comitato Anno 2000, l’ABI ha curato i rapporti con il Global 2000 Co-ordinating Group (organizzazione, composta da oltre 250 istituzioni private) il cui scopo principale è stato il coordinamento di iniziative internazionali dirette a minimizzare i rischi nei mercati finanziari.

Global 2000 ha valutato, nel corso del 1999, il livello di preparazione di 49 Paesi attraverso l’attribuzione di un rating dei principali settori economici (financial services firms, clearing and settlement organizations, telecommunication providers, transport systems, energy, water, government). Grazie anche all’impegno profuso negli ultimi mesi del 1999 dall’intera comunità nazionale, l’azione dell’ABI ha consentito di migliorare il livello di fiducia nei confronti del nostro Paese da parte degli operatori internazionali rappresentati nel Global 2000.

Infine, in materia di comunicazione, l’Associazione ha curato la pubblicazione di un booklet informativo, destinato alla clientela bancaria.

IV. Il ruolo e l’azione della CONSOB

Al fine di promuovere un corretto passaggio all’anno 2000 dei sistemi informativi dei mercati mobiliari italiani, la Consob, congiuntamente con la Banca d’Italia e con l’ISVAP, ha svolto un’intensa opera di sensibilizzazione degli operatori (società mercato, intermediari e società emittenti) e ha partecipato a iniziative in sede nazionale e internazionale tendenti a monitorare lo stato dei lavori.

A tale riguardo, come già indicato nella precedente Relazione, al fine di garantire una completa e corretta informazione al pubblico, la Consob ha emanato specifiche raccomandazioni agli emittenti quotati (raccomandazione dell’ottobre 1998, riferita ai bilanci 1999, e del settembre 1999, per le precisazioni da inserire nelle relazioni semestrali). Analoga raccomandazione è stata rivolta alle società di revisione nel marzo 1999, in ordine all’accertamento del grado di affidabilità del sistema contabile-amministrativo degli emittenti, stabilendo un obbligo di informativa al Collegio sindacale nel caso di ritardi nell’attuazione dei piani posti in essere dagli amministratori.

In particolare, nel secondo semestre del 1999 la Consob ha definito, congiuntamente con la Borsa Italiana, la Società Interbancaria per l’Automazione (SIA) e la Banca d’Italia, il piano e le modalità di collaudo delle infrastrutture informatiche dei mercati telematici e dei relativi sistemi di liquidazione (sono state eseguite sette sessioni di collaudo, di cui tre nel periodo ottobre-novembre). Nell’ambito delle attività del Joint Year 2000 Council -istituito sotto l’egida della Banca dei Regolamenti Internazionali- ha partecipato al progetto MACS (Market Authorities Communication Services), per favorire lo scambio d‘informazioni tra le autorità di vigilanza di 27 Paesi; ha concordato con la Borsa Italiana un contingency plan, che ha disposto misure tecniche e organizzative idonee a fronteggiare eventuali disfunzioni delle infrastrutture informatiche di base (Unità di crisi).

L’Istituto ha concordato con la Banca d’Italia, la Borsa Italiana e la SIA un piano dettagliato delle attività da svolgere per il periodo della transizione (dal 29 dicembre al 7 gennaio); tale piano ha previsto per:

il 31 dicembre 1999 (giorno non operativo per i mercati), una "chiusura ordinata" dei sistemi informatici, con copie cautelative degli archivi coinvolti nella transizione;
il 1° gennaio 2000, la ripartenza e la verifica dei sistemi e delle infrastrutture della Società Interbancaria per l’Automazione;
il 2 gennaio 2000, la simulazione del funzionamento dei mercati borsistici.

V. Il ruolo e l’azione dell’ISVAP

Nel corso della seconda metà del 1999 l’Isvap ha continuato a monitorare, attraverso gli strumenti tipici della vigilanza, il livello di preparazione del settore assicurativo e riassicurativo, con particolare attenzione al completamento dei piani di contingency.

Con circolare dell’ottobre del 1999, l’Istituto ha disposto la quarta rilevazione dello stato di preparazione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, finalizzata a conoscere i livelli di completamento, alla data del 30 settembre 1999, dell’adeguamento delle procedure, dei piani di test, del rilascio in produzione dei sistemi critici e non critici, nonché dei piani di continuità.

Dall’esame delle risposte, effettuato al livello aggregato e a livello disaggregato secondo tre raggruppamenti di imprese (con raccolta premi maggiore di 500 miliardi, compresa fra 100 e 500 miliardi, inferiore a 100 miliardi), è risultato un elevato grado di preparazione e di conformità di tutto il settore vigilato, sia sotto il profilo informatico-organizzativo, sia sotto il profilo assicurativo.

Con la stessa circolare, l’Isvap ha anche invitato le imprese a:

procedere alla nomina formale di un referente/responsabile per l’anno 2000 (ove non si fosse già provveduto in ottemperanza ad una precedente circolare Isvap) onde assicurare il raccordo delle iniziative prese all’interno dell’impresa e di far fronte alle richieste di informazioni da fornire all’Istituto, in particolare, nei giorni immediatamente precedenti e successivi al passaggio di data;
completare con la massima tempestività l’attività di test delle procedure dei sistemi critici e non critici;
effettuare il rilascio in produzione delle procedure con congruo anticipo rispetto alla fine del 1999;
dare la massima priorità al completamento dei piani di continuità, avendo cura di definirne gli aspetti organizzativi, le procedure di emergenza, le risorse coinvolte e di verificarne l’efficacia;
realizzare un continuo scambio di informazioni sia all’interno delle impresa , sia con soggetti esterni.

A partire dal mese di ottobre, l’Isvap ha intensificato la frequenza del monitoraggio, al fine di controllare lo stato di attuazione degli adempimenti necessari per garantire la continuità delle attività operative.

Dalle diverse indagini, condotte attraverso contatti diretti con i responsabili delle imprese, sono state rilevate: una situazione largamente positiva, tale da non evidenziare specifiche aree di criticità; una grande attenzione e coinvolgimento del management; la costituzione di apposite task force, incaricate di seguire l’andamento dell’attività, in particolare nei giorni del roll over, con chiara assegnazione dei compiti e delle responsabilità; la definizione dei piani di emergenza; l’attivazione di call center per l’assistenza dei clienti; lo scambio continuo di informazioni con i fornitori e con le interfacce bancarie.

I risultati, sotto forma di report sintetici, sono stati trasmessi, per il tramite della Banca d’Italia, alla Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI).

Report sullo stato di preparazione del settore vigilato sono stati trasmessi, a cadenza pressoché mensile, anche alla Commissione europea.

Nel mese di dicembre le imprese sono state invitate a comunicare all’Istituto, entro le 11,30 del 3 gennaio 2000, le informazioni sulla situazione delle infrastrutture e delle applicazioni informatiche alla ripresa della normale attività operativa.

Le imprese sono state invitate a indicare i settori interessati da eventuali malfunzionamenti, le procedure di emergenza attivate e ogni altro dato ritenuto utile a qualificare il tipo di malfunzionamento riscontrato, gli effetti connessi e i correttivi posti in essere.

VI. Considerazioni conclusive

Grazie all’intenso e coordinato lavoro svolto dalle Autorità di controllo, dall’ABI e dagli operatori del settore, il 3 gennaio 2000, come emerge dal comunicato emesso in serata dalla Banca d’Italia, la riapertura dei mercati finanziari e la ripresa dell'attività degli intermediari nono hanno fatto registrare alcun problema di natura informatica e tecnica imputabile al MillenniumBug.

I mercati e i sistemi di pagamento hanno funzionato normalmente; le chiusure della giornata operativa dei pagamenti all’ingrosso interni e internazionali (BI-REL e TARGET) e dei pagamenti al dettaglio (compensazione dei recapiti) e della liquidazione titoli sono state regolari; le banche, le imprese di assicurazione e gli altri intermediari finanziari non hanno segnalato problemi nei confronti della clientela, dei mercati, delle controparti italiane ed estere; i tassi di interesse a breve termine non hanno manifestato tensioni: il tasso overnight è stato pari al 3%.