I SISTEMI INFORMATICI ACQUEDOTTISTICI

 

 

Nei servizi l’impiego dei sistemi informatici è ampiamente diffuso data la loro indubbia utilità in particolare ai fini del controllo e della gestione a distanza.

I sistemi sono, generalmente, costituiti da sottosistemi che, nella fattispecie, andiamo ad elencare:

  1. sistema di rilevamento, costituito da unità periferiche di raccolta di misura dati trasformati in segnali;
  2. rete di telecomunicazione;
  3. centro di controllo a cui pervengono i dati.

I sottosistemi di centrale hanno varie funzioni:

  1. acquisizione e validazione dei dati;
  2. archiviazione dei dati;
  3. trasmissione di comandi.

La tendenza attuale è quella di realizzare per i vari impianti apposite unità periferiche di regolazione e controllo, finalizzate alla ottimizzazione della funzione gestionale dell’unità centrale, alla quale devono comunque essere inviati i dati relativi alle condizioni di funzionamento istantanee degli impianti stessi, indispensabili per le elaborazioni e per la programmazione dell’intero sistema.

L’integrazione di tali sistemi di telecontrollo con sistemi di analisi ha consentito di addivenire a possibilità d’utilizzo più complesse ed articolate, quali ad esempio:

  1. simulazione dell’attività sulle reti e negli impianti;
  2. simulazione e modelli matematici abilitati, ad esempio, alla gestione delle falde e degli acquiferi;
  3. collaborazione alla gestione delle perdite sulle reti;
  4. sistemi di gestione integrate, tipo G.I.S.;
  5. gestione delle protezioni catodiche.

E’ evidente che tanto più è complesso il sistema, tanto più probabile è l’accadimento di errori (di misura, di trasmissione dei dati, di trasmissione dei comandi, di calcolo matematico…).

E’ altrettanto evidente che, a prescindere dall’adeguamento dovuto al passaggio dal 1999 al 2000, esistono possibilità d’errore determinate delle diverse velocità esistenti nei vari sistemi in gioco.

Mentre per quest’ultimo aspetto il punto debole è sicuramente la rete di telecomunicazione, per il passaggio 1999 – 2000 sono i due estremi, ovvero i sistemi di rilevamento periferico ed il centro di controllo, a poter essere causa di problemi.

Su tali unità, ad essere investite dalla necessità di modifica, possono essere varie componenti, che verranno descritte in seguito.

La natura dell’anomalia generata è essenzialmente nel rischio derivante dal coincidere del 2000 come "anno zero" o come 1900: questo può avvenire soltanto per strumenti e sistemi che hanno la data memorizzata come gg/mm/aa oppure gg/mm/19aa, non per quelli con memorizzazione gg/mm/aaaa, ovvero con quattro cifre libere per l’anno.

Tale anomalia può avvenire, come detto, con effetti che derivano dalla natura del dato elaborato e vale pertanto per dati mediati nel tempo o per sistemi che uniscono alle misure il tempo (portate, grandezze matematiche conseguenti a dati d’analisi…), non già nel caso di rilevamenti istantanei (misura di volume o di livello)

E’ comunque significativo andare nel dettaglio di alcune situazioni critiche per meglio chiarire l’insieme dei rischi e delle soluzioni da predisporre.

 

Facendo riferimento per esempio al servizio acqua, gli adeguamenti necessari pertanto possono così essere evidenziati:

  1. strumenti di misura, dotati di integrazione con propria memoria temporale. Ad esempio uno strumento d’analisi chimica atto ad eseguire la determinazione di un dato parametro e ad elaborare la valorizzazione in relazione alla portata ai fini di stabilire il carico inquinante (all’ingresso di un potabilizzatore e/o di un depuratore di acque reflue), quindi la grandezza espressa in Kg/mc o Kg/h;
  2. integratori separati da strumenti di misura, per i quali valgono le considerazioni di cui al punto precedente, limitatamente alla elaborazione delle grandezze misurate. In tal caso lo strumento di misura (ad es. Ph metro, conduttimetro assimetro….) è adeguato ma non è detto che lo sia l’integratore.;
  3. apparecchiature temporizzate, ovvero comandate da orologi collocati nel quadro locale o nel quadro centralizzato, funzionanti secondo un datario e non su ciclo di tempo individuato (ore, giorni, settimane).
  4. misuratori di portata con proprio integratore o con integratore esterno ma con datario interno.

  1. integratori di dati rilevati nelle periferie. In questo caso si potrebbero addirittura sommare gli errori: quelli dovuti all’integratore dello strumento e quelli dell’integratore centralizzato;
  2. sistemi di comando centralizzati che intervengono a valle di autodiagnosi nelle misure riscontrate e che, nell’eseguire la modifica, hanno necessità di integrazione con la grandezza tempo;
  3. sistemi di archiviazione e di analisi matematica dei dati;
  4. allarmi che agiscono in grandezza mediata nel tempo (massima portata, massimo calore di un carico inquinante …).

Gli elementi elencati sono esemplificativi, non esaustivi e comunque estendibili agli altri servizi, ed hanno il semplice scopo di meglio inquadrare il sistema nel quale agire per definire i punti di intervento e/o di rischio

Tutti i sistemi messi in opera dopo il 1994 – 95 salvo casi sporadici di risultati che possono aver "subito" la fornitura di attrezzature obsolete e non realizzate già pensando al 2000, dovrebbero essere a norma, ovvero contenere un datario (siano essi software o hardware) con quattro cifre libere per l’anno.

 

In alcuni casi tali sistemi erano già adatti e previsti nelle installazioni degli anni ’80 (ne esistono ad esempio in Calabria, finanziati dalla Cassa del Mezzogiorno).

Nel panorama nazionale le società di gestione già dotate di telecontrollo hanno provveduto ad esaminare per tempo il problema, modificando l’impiantistica sia sul sistema centrale di controllo che sulle periferiche.

Le attività di progettazione e le installazioni in corso sono ovviamente in linea con quanto previsto per evitare conseguenze negative.

In alcune società o strutture significative si è addirittura individuata una task force per affrontare tutti gli aspetti da più punti di vista (responsabili di servizi, responsabili dei C.E.D., esperti…).

In ogni caso si sono previsti rafforzamenti dei servizi di reperibilità in concomitanza della fine dell’anno.

 

Si precisa infatti che normalmente è stata organizzata una adeguata struttura operativa del personale addetto in grado di affrontare praticamente ogni possibilità di blocco dei sistemi informatici, siano essi più o meno recenti.

Da quasi tutte le aziende contattate sono comunque stati predisposti opportuni registri e moduli cartacei con i quali possono essere superati fermi del sistema informatico anche superiori a 15 giorni, arco di tempo considerato più che sufficiente per qualsiasi intervento di riparazione del sistema stesso.

Si precisa inoltre che, dove possibile, i vecchi impianti software di gestione resteranno in condizioni di "stand-by" fino a quando non vi sarà la certezza totale dell’affidabilità dei nuovi sistemi.

Per ciò che concerne i sistemi informatici di gestione tecnica dei servizi, al fine di fornire un dettaglio specifico del problema si ritiene utile considerare singolarmente ognuno dei principali servizi erogati dalle Aziende contattate.

  1. Servizio distribuzione gas metano:

Esistono inoltre per tale servizio reperibilità 24 su 24 ore per tutti i giorni dell’anno normalmente suddivise in due tipologie:

 

  1. Servizio Teleriscaldamento:
  2. essendo generalmente di recente realizzazione tale servizio è fortemente automatizzato sia per ciò che riguarda le centrali di produzione che le reti di trasporto all’utenza.

    Da quanto pervenutoci sono state effettuate in tal senso diverse simulazioni basate sul fatto che normalmente il "timer" dei software di gestione sono derivati da quello del PC o del sistema di PC sui quali sono installati; le simulazioni hanno prodotto risultati soddisfacenti e perfettamente rispondenti a requisiti di garanzia nella continuità del servizio.

    E’ comunque opportuno far rilevare che in linea di massima i sistemi informatici di gestione permettono un controllo totalmente manuale del servizio da parte dei tecnici addetti; la gestione "in manuale" viene effettuata con frequenza periodica per le operazioni di manutenzione ordinaria e in tutte le circostanze in cui si verificano situazioni di anomalia o di guasto.

    Sono comunque attivi anche in questo caso servizi di reperibilità in loco 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno effettuati con squadre di tecnici specializzati e perfettamente addestrati alla conduzione in "manuale" sia delle Centrali che delle reti di trasporto.

  3. Servizio Idrico integrato:

così come il servizio di distribuzione gas, anche i servizi di distribuzione acqua potabile, di fognatura e depurazione sono di importanza così elevata per la popolazione che la garanzia della loro continuità è un requisito da soddisfare in qualsiasi momento a prescindere da particolari situazioni contingenti di anomalia.

In particolare la maggior parte degli organi di regolazione, di controllo e di intercettazione sono a sicurezza intrinseca, sono cioè attivati da un complesso di servomeccanismi autoazionanti normalmente di tipo pneumatico.

 

 

Va ancora rilevato che:

  1. le misure utilizzate di norma negli impianti di tali servizi sono misure statiche ed istantanee (livelli di serbatoi). Sono perciò senza rischio, o, se dinamiche, raramente sono asservite a telecomandi negli impianti obsoleti.
  2. come per gli altri servizi le aziende sono normalmente dotate di strutture di reperibilità le cui attività di controllo vengono intensificate ogni qualvolta si possano verificare anomalie di qualsiasi tipo.

In linea generale, come già specificato, il rischio che nel passaggio fra il 1999 ed il 2000 si possano generare anomalie (del resto non del tutto prevedibili) è da ricercarsi in quelle di tipo dinamico, ovvero in quelle ottenute dalla media di più valori rilevati in un certo arco di tempo; esempio tipico di tale operazione informatica è il calcolo della portata di un fluido.

E’ evidente che il periodo utilizzabile per determinare il valore medio nel tempo può essere compreso fra la fine del 1999 e l’inizio del 2000.

I computer che riportano le due ultime cifre mediano, ad esempio, il dato fra una frazione di tempo nell’anno 99 ed una frazione di tempo nell’anno 00, con l’ottenimento di un calcolo del tutto imprevedibile, tenuto conto che il tempo potrebbe essere negativo o, se determinato sempre su valore assoluto, equiparato a 100 anni.

In tal senso l’eventuale "telecomando" commetterebbe errori tali da compromettere, senza intervento di operatori, errori non prevedibili, quanto ad effetti e conseguenze.

Dall’indagine svolta con le società del settore riportate in elenco, nessuna delle Ditte interpellate, alle varie latitudini, presenta rischi in tal senso.

Pertanto si conferma che il passaggio del millennio non comporterà conseguenze per tutte le Ditte che hanno il datario del computer su quattro cifre, quindi con passaggio dal 1999 al 2000 e, di conseguenza, l’individuazione dei valori reali di tutti i dati misurati e mediati nel tempo.

 

Si tenga presente comunque che, ad esempio, nel settore idrico sono ancora numerosi i casi di impianti acquedottistici e di depurazione che non hanno sistemi di telecontrollo.

Il numero di gestori (circa 7.000) e la scarsa remunerazione degli investimenti, (tariffe basse e con trend all’aumento condizionato da fattori socio-politici) unitamente alla necessità di investimenti ancora a livelli di infrastrutture ed impianti prima che di componenti secondari, quali il telecontrollo, ha rallentato gli investimenti stessi non già di ammodernamento ma addirittura di realizzazione.

Le gestioni in economia, diffuse nei Comuni minori, tanto al nord quanto al centro-sud sono quelle che più di ogni altro hanno fatto a meno di tali sistemi di controllo: è evidente che, in tali casi, non vi è alcun problema di adeguamento e che solo l’accorpamento delle attività attorno a gestori di aree omogenee più estese comporterà interventi nel settore dell’informatica e del telecontrollo. In tal caso saranno ovviamente interventi che, anche qualora dovessero essere realizzati nei prossimi mesi o essere in corso di realizzazione, sono sicuramente rispondenti alle necessità del nuovo millennio.

 

Azienda

Sede

Principali centri serviti

AAM

Torino

Torino e 25 Comuni

AMC

Casale Monferrato (AL)

Casale e 7 Comuni

ACEA

Pinerolo (TO)

Pinerolo e 16 Comuni

EGEA

Alba (CN)

Alba e 57 Comuni

SAP

Torino

Moncalieri (TO),

107 Comuni del Monferrato, Savona, Ovada e numerosi Comuni sul territorio nazionale

Atena

Vercelli

 

AMGA

Genova

Genova e 18 Comuni

AEM

Cremona

Cremona

TEA

Mantova

Mantova e vari Comuni della Provincia

CAP

Milano

Comuni della Provincia di Milano e diversi Comuni nelle Provincie di Varese e Pavia

BAS

Bergamo

 

ASM

Pavia

 

ASM

Brescia

Brescia e 38 Comuni

CREA

Milano

Fossano (CN), Savigliano (CN), Perugia, Assisi, Todi, Rieti, Benevento, Siracusa

AGAC

Reggio Emilia

Reggio Emilia e tutta la Provincia

ACOSEA

Ferrara

Ferrara e 80% Provincia

SEABO

Bologna

Bologna e 80% Provincia

AMI

Imola

Imola e 20 Comuni fra le Provincie di Bologna e Ravenna

META

Modena

Modena

AGSM

Verona

 

AMAG

Padova

 

AIM

Vicenza

 

AMPS

Padova

 

AMGA

Udine

 

ACEA

Roma

 

AMAP

Palermo