INTRODUZIONE

 

I. Il Millennium Bug

    Il problema del Millennium Bug (l'incapacità di computer e di dispositivi informatici di leggere e gestire correttamente le date a partire dal 2000, in quanto l’anno viene codificato in campi a due cifre,   e viene considerano costante e fisso (19) il riferimento alle prime due cifre indicative del secolo degli anni che iniziano con 19, per cui il campo "00" viene inteso come 1900, "01" come 1901 ecc.) è conosciuto da tempo nel mondo dell'informatica.

    L'ormai sterminata letteratura in proposito conferma che già all'inizio dell' "era informatica", negli anni '50, gli addetti ai lavori erano consapevoli degli inevitabili inconvenienti che la codifica dell'anno su campi a due cifre avrebbe dato luogo a fine secolo e nel nuovo millennio. Ma i programmatori dell'epoca e quelli a venire non avevano dubbi che il progredire delle tecnologie informatiche, la disponibilità di "memorie" più capienti e meno costose, la buona volontà e la previdenza dell'industria del settore… avrebbero al momento giusto trovato facili soluzioni.

    Simile certezza e fiducia sono state, paradossalmente, la causa forse principale della rimozione del problema. Tant'è che solo negli anni '90 esso viene "riscoperto"; vengono diffusi i primi allarmi.

    Gli storici del "Bug" ricordano, ad esempio, la simulazione effettuata, quasi casualmente, presso il N.O.R.A.D. (il comando della difesa areospaziale americana) negli Stati Uniti, da alcuni ingegneri che mandaroano avanti la data degli orologi interni dei computer del Centro. Si ricordano anche le prime preoccupazioni al Pentagono nel 1995. Ma, certamente, il "merito" di aver diffuso su vasta scala la notizia del problema e dei suoi possibili effetti disastrosi è di un noto scienziato di informatica, Peter de Jager, che, nel settembre 1993, con un articolo comparso sulla rivista Computerworld e intitolato "Apocalisse 2000" iniziava una vera e propria campagna di persuasione per indurre ad affrontare il problema non solo gli informatici e i produttori di computer e di sistemi informatici, ma anche i governi. La campagna culminò nel 1995, quando lo stesso De Jager si impegnò in una serie di conferenze sul tema nel continente americano.

    E' da quella data che i governi dei paesi più avanzati (a cominciare dagli USA), gli stessi organismi internazionali (anche in ambito di Nazioni Unite) istituiscono autorità e comitati specifici per affrontare il Millennium Bug, anche su sollecitazione di gruppi di pressione e di associazioni economiche e finanziarie transnazionali.

 

II. L'attenzione dell'Italia al Millennium Bug.

    In Italia il problema viene considerato a livello istituzionale politico nel 1998, con un ritardo non eccessivo rispetto agli altri Paesi dell'Unione Europea.

    In effetti, è proprio l'U.E., a livello di Commissione europea, che, con una prima comunicazione del 25 febbraio 1998 (n. 102), invita gli stati membri ad affrontare in maniera adeguata il Millennium Bug.

    Occorre peraltro sottolineare che settori strategici della vita economica ed amministrativa nazionale già da tempo avevano avviato progetti di adeguamento informatico all'anno 2000. Tra i primi la Banca d'Italia, lL'A.I.P.A., le società che presiedono alle grande infrastrutture della produzione e dell'approvvigionamento energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni (ENEL, ENI, TELECOM, FF.SS), nonché i maggiori gruppi industriali (FIAT).

    In verità, in una prima fase, il Millennium Bug viene percepito quasi esclusivamente come problema "tecnico" e "settoriale"; non viene valutata la sua vasta ricaduta sull'organizzazione sociale ed economica complessiva del Paese. Gli stessi mass media a grandissima diffusione, fino agli inizi del 1999, dedicano al tema un'attenzione assai circoscritta e saltuaria, riferita, per lo più, alla situazione di altri paesi (gli USA in particolare). Insomma, l'argomento è rappresentato quasi come "problema esotico", anche perché lo sviluppo su larga scala in Italia (anche sotto il profilo culturale) della Information technology è assai recente, sia pure in forte e veloce crescita.

    L'esigenza di costituire un Comitato nazionale che affrontasse il problema in una prospettiva "globale" si afferma nel giugno-luglio 1998. E' in quel periodo che il Ministro per la Funzione Pubblica, Sen. Franco Bassanini consegna a tutti i ministri una nota sul tema elaborata dal Prof. Romano Oneda (allora consulente informatico dello stesso Ministro) e che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Prof. Arturo Parisi, convoca riunioni preliminari (coordinate dal Cons. Mario Torsello) al fine di delineare i compiti e la struttura del Comitato.

    Il quale viene finalmente istituito con DPCM 6 agosto 1998 (all.X D1). (Presidente e Vicepresidente del Comitato vengono nominati, rispettivamente, i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Parisi e Bettinelli). Il Comitato, peraltro, non fu mai convocato per la sopravvenuta crisi del governo Prodi.

    Con DPCM 14 dicembre 1998 (di contenuto pressoché identico rispetto al precedente: all. XD2), il nuovo Presidente del Consiglio, On. Massimo d'Alema, ricostituiva il "Comitato anno 2000" affidandone la Presidenza al Prof. Ernesto Bettinelli e la Vicepresidenza al Cons. Ermanno Granelli. Il Comitato è stato ufficialmente insediato dal Sottosegretario alla Presidenza, Sen. Franco Bassanini, il 14 gennaio 1999.

 

III. Il Comitato e la sua organizzazione.

    Il "Comitato anno 2000" è attualmente composto da 26 membri che rappresentano amministrazioni ed enti pubblici (Presidenza del Consiglio, Ministero delle Finanze, Ministero del Tesoro, Ministro dell'Industria, Banca d’Italia, Aipa, Istat, , Sogei, Consip) associazioni di categoria e di settore (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, ABI), delle autonomie territoriali (Ancitel, Infocamere, Upitel), nonché da singoli esperti di informatica (all.X D1 e D8).

    Il Comitato si avvale di un Ufficio esecutivo, formato da un Direttore tecnico (il Gen. della Guardia di Finanza, Natalino Lecca, le cui funzioni sono state successivamente assunte dall'Ing. Augusto Leggio, a causa di malattia conseguente a infortunio dello stesso Gen. Lecca) e da 6 Coordinatori di settore nominati con successivo decreto (all. XD3, D4, D8).

    Già nel corso della seduta inaugurale venivano individuate le aree di attività e le responsabilità di ciascun coordinatore, con riferimento ai compiti attribuiti al Comitato dal DPCM istitutivo, così ridistribuite:

(*dimissionaria nel luglio 1999: le sue funzioni sono state assunte dall'Ing. Leggio: cfr. all.X D8)

    Per agevolare il lavoro dei coordinatori e per valorizzare al massimo i rapporti tra Ufficio esecutivo e Comitato, sono stati costituiti gruppi di lavoro tematici formati da membri del Comitato stesso con riguardo ai rispettivi interessi e competenze (all.X V2).

    L'esigenza di fruire anche di irrinunciabili contributi esterni ha indotto il Comitato ad invitare alle proprie riunioni, quali osservatori, anche soggetti appartenenti ad amministrazioni statali non rappresentate formalmente nel Comitato, ma attivamente impegnate ad affrontare il problema dell'anno 2000. Si tratta, in particolare, dei Ministeri: Ambiente, Affari Esteri, Interni, Tesoro e del Dipartimento della Protezione civile.

    Si è in tal modo potuto estendere quell'indispensabile coordinamento tra il maggior numero possibili di amministrazioni pubbliche, in mancanza del quale l'azione del Comitato sarebbe risultata esile, se non impossibile.

    La legge 17 maggio 1999, n. 144, all'art.19, ha rafforzato la capacità di intervento del Comitato in una dimensione orizzontale. Infatti, oltre a prescrivere l'obbligo per qualsiasi soggetto, sia pubblico sia privato, di fornire le informazioni e i dati richiesti dal Comitato stesso per il perseguimento della sua missione, la legge ha allargato i compiti dei Comitati provinciali per l'Euro (CEP) impegnandoli anche sul fronte Millennium Bug. Essi sono stati pertanto ridenominati "Comitati provinciali per l’Euro e per l'anno 2000" e, con il supporto delle prefetture, devono, in adesione alle indicazioni ricevute dal Comitato nazionale, svolgere in ambito locale "attività di sensibilizzazione e di rilevazione dello stato di adeguamento dei sistemi informatici e computerizzati, pubblici e privati, al cambio di data dell'anno 2000". Si è venuta pertanto a costruire sul territorio quella "rete" di centri sensori ed attori che il Comitato aveva auspicato già nelle sue prime riunioni. Essi contribuiscono, poi, a rendere evidente non soltanto le più volte sottolineate esigenze di cooperazione a tutti i livelli, ma anche la dislocazione delle responsabilità per l'adeguamento informatico all'anno 2000 e per assicurare, in ogni caso, la continuità dei servizi essenziali in caso di possibili malfunzionamenti dei sistemi informatici da cui essi (eventualmente) dipendono (anche questo compito è previsto espressamente dalla legge n. 144).

    In attuazione della medesima normativa è stato inoltre disposto, con DPCM 9 giugno 1999, che il Comitato anno 2000 può avvalersi del Corpo della Guardia di Finanza (all. XD6).

    Per quanto riguarda la descrizione delle risorse logistiche, tecniche e di personale assegnate al Comitato (situazione aggiornata al 31 agosto), si rinvia alla scheda in allegato (all. XS1).

 

IV Le attività del Comitato.

    L'organizzazione del Comitato in una sede di discussione ed elaborazione generale, nonché di determinazione degli obiettivi (il "Comitato" nel suo plenum), in un Ufficio esecutivo, composto da coordinatori di settore, coadiuvati da "gruppi di lavoro", consente a questa Relazione di adottare un' impostazione analitica e articolata. In virtù della quale le attività (di rilevazione, sensibilizzazione, promozione di specifiche iniziative…) svolte (alla data del 31 agosto c.a.) nell'ambito di ciascun settore sono esposte in puntuali paragrafi curati dai singoli Coordinatori. A tali "rapporti" pertanto si rimanda. A loro integrazione merita comunque segnalare la partecipazione dei coordinatori e di altri membri del Comitato a molteplici incontri di promozione della consapevolezza e di discussione sul "problema anno 2000", promossi da associazioni di categoria e amministrazioni locali, università (di tali iniziative è stata sempre data notizia nel sito Internet del Comitato).

    Quanto all'attività di ordine più generale posta in essere dal Comitato, essa si può desumere dai verbali-resoconti delle sue sedute (noveotto al 31 agosto 1999), allegatie alla Relazione (all.X).

    La loro lettura potrà confermare che il Comitato nei suoi primi 8 mesi di lavoro ha affrontato la gran parte dei compiti che gli sono stati attribuiti dal Decreto istitutivo, approvando determinazioni di proposta al Governo, le più importanti delle quali sono state recepite. Dai verbali potranno anche emergere le inevitabili difficoltà con cui il Comitato ha dovuto confrontarsi, soprattutto a causa dei tempi assai ridotti a disposizione e dell'urgenza della sua azione. Ma, certamente, potrà anche rilevarsi la sostanziale e operosa coesione dei suoi membri che ha reso più incisiva la sua azione e, in particolare, la capacità di serena interlocuzione con amministrazioni e categorie.

 

V. La Conferenza nazionale sull'adeguamento informatico all'anno 2000.

    Tra i compiti più impegnativi che il decreto istitutivo ha assegnato al Comitato figura quello di indire una Conferenza nazionale, "per discutere con gli operatori del settore pubblico e privato lo stato delle iniziative e delle eventuali criticità rilevate, nonché presentare l'esito delle rilevazioni e dei monitoraggi effettuati." Si trattava pertanto di organizzare non un pur importante Convegno in cui dibattere un problema assai serio per la qualità della convivenza nell'immediato futuro, in una società sempre più informatizzata e soggetta a crisi come quella del Millennium Bug.; bensì di dare luogo a un evento di responsabilità diffusa, nel corso del quale tutti i soggetti dai quali dipendono le attività di adeguamento informatico all'anno 2000 avrebbero dovuto dichiarare la rispettiva situazione, le iniziative prossime, le prospettive di raggiungimento della piena conformità entro tempi utili. Lo scopo della Conferenza doveva, dunque, essere soprattutto pratico e propedeutico anche rispetto ad azioni e decisioni future di competenza degli organi di governo centrale, regionali e locali. Un tale obiettivo è stato tendenzialmente conseguito.

    La Conferenza si è svolta a Roma in due giornate (17-18 giugno) ospitata dal Centro Congressi della Scuola Superiore dell’i Amministrazione dell'Iinterno (la gestione dell'organizzazione è stata affidata alla società METHODOS - SPA). La Conferenza si è articolata in una sessione generale nel corso della quale, in particolare, sono stati discussi i rapporti dei soggetti gestori delle infrastrutture strategiche del Paese (cfr. all. XR1-4), nonché di istituzioni finanziarie, comea la Banca d'Italia, e delle principali associazioni di categoria che costituiscono il tessuto vitale del Paese. Sono poi seguite, in parallelo, sessioni dedicate ai problemi dei vari settori. Due tavole rotonde di approfondimento (sui problemi giuridici del Millennium Bug, e sulla Comunicazione ai cittadini) hanno concluso la Conferenza. La gran parte degli interventi e dei contributi è pubblicata nel sito Internet del Comitato.

    Le principali cifre del consuntivo, che possono dare la misura della rilevanza della manifestazione, sono le seguenti: nella prima giornata si è registrata una punta di 500 presenze qualificate (rappresentanti di amministrazioni pubbliche, centrali e periferiche, del mondo finanziario, di grandi imprese nel campo informatico, delle telecomunicazioni ecc.); 440 accreditamenti ufficiali; più di 100 relatori; autorevoli delegazioni di paesi esteri (USA, UK, Francia, Australia, Romania). Notevole anche l'interesse dei principali mass media, della stampa e della Rai-Tv. In particolare Rai Educational ha assicurato una lunga diretta televisiva per 3000 punti-videoascolto presso altrettante scuole italiane, collegate attraverso satellite e messe a disposizione per l'occasione dal Ministero della Pubblica Istruzione.

    La Conferenza sotto il profilo sostanziale ha confermato nel complesso una situazione di accentuata mobilitazione del Paese verso l'adeguamento, con punte di eccellenza (nel settore bancario e finanziario) o comunque di buona prospettiva nel conseguirlo in tempo utile, equiparabile allo stato di altri paesi avanzati (è il caso delle principali infrastrutture di livello nazionale). Ritardi e insufficienze sono invece state riscontrate per alcune situazioni periferiche e per alcuni servizi di pubblica utilità decentrati. Insomma, come è stato autorevolmente detto, è emersa: "un’ Italia a macchia di leopardo".

    Simili conclusioni trovano conferma nei rapporti dei coordinatori di settore. in cui si articola la presente Relazione.

 

VI. I Piani di continuità e di emergenza

    Subito dopo la Conferenza, il Comitato, nella seduta del 24 giugno, approvava una determinazione con la quale -in adesione all'art. 2 del DPCM 14 dicembre 1998- sollecitava il Governo a costituire un "Comitato di ministri" per sovraintendere alle iniziative indirizzate a garantire la continuità dei servizi essenziali in caso di malfunzionamenti di sistemi informatici che li gestiscono, e a predisporre una apposita Unità di crisi per l'emergenza "anno 2000". Il Governo ha accolto tali proposte, adottando il DPCM 22 luglio 1999 (aAll. D7 X).

    Il Comitato, presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sen. Franco Bassanini, è composto dai Ministri dell'interno, della difesa, dei trasporti e della navigazione, delle comunicazioni, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità. L' Unità di crisi ("per il coordinamento degli interventi di emergenza necessari per far fronte ai disagi che potranno verificarsi nei sistemi informatici e computerizzati in conseguenza del cambio di data dell'anno 2000") è stata istituita presso la Presidenza.

    Le azioni del Comitato programmate per l'ultima parte dell'anno sono coerenti rispetto a questo nuovo contesto organizzativo e alla prospettiva sopra evidenziata di preparazione alle emergenze (eventuali), come avviene negli altri Paesi più avanzati.

    Si segnala in proposito la diffusione, in luglio-agosto, delle Linee guida generali ad uso dei Comitati provinciali per l'Euro e l'anno 2000. Anche questa iniziativa ha avuto l'efficiente sostegno del Ministero dell'interno e confida sulla capacità di intervento dei prefetti.

    Le Linee guida rappresentano per i comitati provinciali e per i prefetti uno strumento utile, se non necessario, perché possano assolvere con efficacia il ruolo (già considerato) loro assegnato dalla legge n. 144 e perché possano corrispondere alle iniziative del Comitato nazionale, sempre più incisive e pressanti con il trascorrere del tempo.

    Il Comitato ha infatti invitato i comitati locali a richiedere, entro il mese di luglio, a tutti i soggetti che gestiscono servizi essenziali i piani di continuità ed emergenza. Gli stessi comitati, entro il 15 ottobre, dovranno verificare la congruità di tali piani, e predisporre una mappa dei rischi a livello locale, avvalendosi in primo luogo dei contributi e delle intelligenze che sono reperibili sul territorio (la legge n. 144 cita espressamente le università).

    Si tratta indubbiamente di compiti gravosi, ma necessari. La pervasività del "problema anno 2000" comporta che tutti i nodi della rete che è stata fino ad oggi costruita "rispondano" e vigilino con la massima attenzione e si scambino continuamente informazioni, risorse, in quella dimensione di trasparente cooperazione che il Millennium Bug impone.

 

V. L'attività di comunicazione

    Di essa tratta il rapporto curato dal Coordinatore del servizio Internet. Bastano quindi poche ulteriori considerazioni. Certamente in Italia, rispetto ad altri Paesi avanzati non solo dell'Unione Europea, la consapevolezza del "problema anno 2000" non è particolarmente diffusa a livello di massa. Un sondaggio svolto per il Comitato da SWG, nei giorni immediatamente precedenti la Conferenza nazionale sull'adeguamento informatico, ha rilevato che solo il 15% degli italiani ha notizie sul Millennium Bug e soltanto il 20% di questo 15% (cioè 3 italiani su 100) ritiene che possa produrre effetti negativi sulla propria normale vita quotidiana.

    Sono stati, però, effettuati da altri Istituti sondaggi, pubblicati dai mass media, che hanno fornito risultati parzialmente diversi, talora più confortanti (è stata registrata una punta di consapevolezza pari al 44% della popolazione italiana). La difficoltà di percezione del problema (che, in positivo, significa quell'assenza di panico, che in altri paesi rappresenta un problema aggiunto al Millennium Bug) deriva anche da quel deficit di cultura informatica anche a livello elementare che persiste nel nostro Paese, lamentato da ogni parte e che deve essere affrontato con un approccio sistematico.

    In ogni caso, il Comitato, anche in adesione ad uno dei compiti ad esso assegnati dal decreto istitutivo, dovrà certamente rafforzare la propria capacità comunicativa nei confronti della generalità, dotandosi di strumenti adeguati la cui disponibilità dipende peraltro dal concorso di altre amministrazioni, come il Dipartimento per l'informazione e l'editoria e la struttura "Eurodesk" individuata specificamente dalla legge n. 144.

    Peraltro, il Comitato, nella persona del suo Presidente e dei membri dell'Ufficio esecutivo, non si è mai sottratto alla comunicazione informale; a rispondere a frequenti interviste non solo da parte dei mass media nazionali ed esteri, ma anche locali: proprio nella direzione di assicurare una corretta ed equilibrata informazione sul problema anno 2000 e sul suo possibile impatto nel nostro Paese.

    L'impegno, sempre più visibile, dei Comitati locali incrementerà certamente questo sforzo.

 

 

 

VI. Rapporti con comitati ed altre istituzioni internazionali e comitati di altri paesi. estere

Anche la "cura dei rapporti con analoghi comitati e gruppi di studio" istituiti all'estero e, in particolare, con le istituzioni comunitarie è compito che il decreto istitutivo assegna al Comitato.

In effetti, un problema come il Millennium Bug richiede per poterlo affrontare adeguatamente anche un continuo scambio di informazioni a livello addirittura mondiale, nell'epoca della globalizzazione, alla quale ha contribuito certamente l'estensione delle grandi reti informatiche transnazionali.

La cooperazione anche sul piano internazionale è dunque uno strumento imprescindibile.

Le occasioni per incontri con esponenti di comitati, di governi di altri Paesi, la partecipazione a importanti meetings promossi da organizzazioni internazionali, nonché a gruppi di lavoro e commissioni tecniche presso l'Unione Europea sono state frequenti.

Il tema del Millennium Bug è entrato anche nell'Agenda delle Nazioni Unite, che hanno organizzato importanti riunionidue congressi che merita ricordare e allelle quali hanno partecipato esponentirappresentanti del Comitato anno 2000. In particolare merita ricordare l'assise del New York International Y2K Cooperation Center (

21– 22 giugno c.a) a cui hanno partecipato il dott. Livio Zoffoli (AIPA) e l’ing. Antonello Busetto (Mnistero dell’Industria).

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In sede di Unione EuropeaA livello di istituzioni comunitarie, già da tempo sono state istituite apposite commissioni tecniche con sede (a Bruxelles) per coordinare gli sforzi dei paesi membri al raggiungimento della piena conformità all'anno 2000, soprattutto nel settore delle infrastrutture. Al riguardo si segnala, presso la DG3, l'attività della commissione telecomunicazione, allargata ad esperti nazionali sul problema del Millennium Bug, la quale, nel corso di varie riunioni (da febbraio a marzo c.a.), ha elaborato una risoluzione sul tema, approvata dal Consiglio in aprile. A tale lavoro hanno partecipato assiduamente i coordinatori di settore prof. Stefano Paolucci e dott. Livia Regis.

Gli stessino:, a decorrere da luglio, sono impegnati in un gruppo di lavoro Y

y2k high level insediato presso la medesima DG3, al quale è stato affidato il compito di monitorare i processi di adeguamento informatico all'anno 2000 in corso negli stati membri e di verificare la predisposizione di piani nazionali alternativi o di emergenza nel settore dei servizi pubblici essenziali.

A specifici workshop (19-20 aprile; 7 giugno), dedicati in particolare ai problemi dei servizi di pubblica utilità, hanno partecipato il prof. Stefano Paolucci, la dott. Livia Regis, l'ing. Augusto Leggio e l'ing Fabrizio Luciani (Ministero dell’interno - vigili del fuoco).

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Anche il Gruppo degli 8 Paesi più avanzati (G-8) ha dedicato puntuale attenzione al problema con alcuni seminari o incontririunioni preparatorie a vertici tra capi di governo.

Il :

9 marzo c.a., a Berlino, si è riunito il gruppo di lavoro y2k a cui hanno partecipato il cons. Amedeo Trambajolo (Ministero degli Esteri) e l’ing. Antonello Busetto (Ministero dell’Industria). Il medesimo gruppo di lavoro si è di nuovo incontrato a Berlino il 10 -11 maggio c.a. con la presenza del cons. Amedeo Trambajolo e della dott. Livia Regis (Ministero dell’Industria).

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Importanti pureanche i rapporti con alcuni comitati omologhi in Europa, come "Action 2000" in Gran Bretagna. Il Presidente del "Comitato anno 2000", in maggio, è stato ospite, in maggio, a Londra del Governo inglese ed ha avuto la possibilità di partecipare a numerosi incontri con i rappresentanti di varie amministrazioni centrali britanniche che si occupano del Milllennium Bug, per un utile confronto di esperienze.

Il Vicepresidente, Cons. Ermanno Granelli, ed il prof. Stefano Paolucci hanno incontrato, ad

Atene (21-22 maggio), il Presidente ed altri esponenti del Comitato greco per l'anno 2000 con i quali hanno discusso le rispettive situazioni ed esperienze, affrontando, in particolare il problema dell'adeguamento dei servizi di pubblica utilità:

abbiamo partecipato ad un incontro nel mese di maggio e precisamente nei giorni 21 e 22, con il presidente greco del "Millenium Bug ", dove ci è stata illustrata la situazione di quel paese in merito all’adeguamento, da parte dei rappresentanti delle società erogatrici di pubblici servizi.Si segnala inoltre:

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Più in generale, frequenti sono i contatti con addetti dielle ambasciate estere a Roma (USA , della Gran Bretagna, delCile…)la Francia per quel necessario scambio di informazioni la cui importanza è già stata rimarcata.

Il Comitato, infine, intrattiene rapporti con organizzazioni private internazionali, come GLOBAL-2000, che si è assunto l'onere di monitorare il progresso complessivo nell'adeguamento informatico all'anno 2000 da parte di tutti i paesi del mondo. Periodicamente Global-2000 redige tabelle che rendono pubbliche le rilevazioni effettuate e che indicano il livello di conformità raggiunto dai vari Paesi nei settori e servizi strategici.

 

VII. Il "valore aggiunto" del lavoro del Comitato.

Paradossalmente la missione del "Comitato anno 2000" è… lavorare per niente: perché nulla accada, perché il Millennium Bug non provochi gravi i disagi alla collettività, all'economia e alle amministrazioni del Paese. Non potrà mai essere "contabilizzata" l'eventuale riduzione dei danni che il Comitato con la sua azione riuscirà ad ottenere.

In ogni caso potrà rimanere in memoria la grande attività di organizzazione che in questi mesi è stata compiuta e che continuerà nei prossimi; il metodo di continua, quasi permanente, "corrispondenza" tra i membri del Comitato, tra i Coordinatori, il Direttore tecnico, giornalisti ed altri operatori dei più vari settori impegnati sul fronte del Millennium Bug. Per contrastare il "baco" informatico di fine secolo (speriamo non del prossimo) si sono utilizzate proprio le risorse informatiche a disposizione. Il lavoro del Comitato si è svolto non solo (e forse non tanto) nella sua sede romana, ma on line, inaugurando quel "telelavoro" che il legislatore ha recentemente individuato e incoraggiato come modalità quasi normale di lavoro nell'immediato futuro, in una società disposta a scommettere su uno sviluppo informatico mite e sostenibile, per rendere più facile la convivenza e per restituire agli uomini quote del loro tempo.

Insomma, non pare inutile segnalare in questa prima relazione al Parlamento anche questo "valore aggiunto".

 

 

 

 

Ernesto Bettinelli

(Presidente del "Comitato anno 2000")