2. Settore Energia e Sistema produttivo (Coordinatrice Livia Regis)
I. L'assetto complesso del Settore e l'attività di sensibilizzazione.
L'ampiezza ed eterogeneità del settore, pur ispirate a una logica economico-funzionale, richiedono qualche preliminare precisazione, con riguardo alle sue componenti (che identificano due distinti "sottosettori").
Il sottosettore "Energia" fa riferimento alla produzione-distribuzione di: energia elettrica, petrolio, gas naturale, in una dimensione di ambito non circoscritto a realtà locali.
Sotto il profilo soggettivo il mercato è complessivamente caratterizzato dalla presenza di grandi operatori, i quali rappresentano gli interlocutori privilegiati del Comitato Anno 2000 e che si possono ricomprendere nelle seguenti due categorie:
(i rapporti con gli operatori della distribuzione di livello locale sono stati assegnati al settore "Sicurezza del cittadino" e saranno pertanto trattati nel rapporto 3).
Il sottosettore "Sistema produttivo" (che fa riferimento a tutte le realtà produttive di beni e servizi presenti nel Paese) ha di necessità individuato come interlocutori rappresentativi del sistema medesimo le varie associazioni di categoria di rilevanza nazionale alle quali aderiscono la gran parte delle imprese italiane. E precisamente: CONFINDUSTRIA, CONFAPI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, CONFARTIGIANATO, C.N.A., C.A.S.A, C.L.A.A.I., CONFAGRICOLTURA, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI, COLDIRETTI, CONFCOOPERATIVE, LEGA DELLE COOPERATIVE, ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE, UNIONE NAZIONALE COOPERATIVE ITALIANE.
Il Comitato ha deciso di svolgere la propria azione utilizzando i soggetti sopraindicati quali "grandi mediatori" sia per massimizzare l'utilizzo dello scarso tempo e delle risorse a disposizione, sia in considerazione del fatto che i medesimi soggetti, già prima dell'istituzione del Comitato, avevano assunto importanti iniziative per far fronte all'adeguamento informatico all'anno 2000 o comunque per agevolare e indirizzare in tal senso l'attività delle imprese entro tempi utili.
Nel "sottosettore Energia", in particolare, l'Enel e l'Eni hanno da tempo costituito speciali Gruppi di Progetto cui è stato affidato il compito di coordinare i programmi e le attività di adeguamento in atto nelle varie aziende di tali società nonché di riferire ai responsabili apicali delle medesime l'andamento delle operazioni dirette al raggiungimento della conformità all'anno 2000.
Le suddette società prevedono il completamento di tutte le fasi (collaudo e deployment degli apparati, dei sistemi e delle applicazioni gestionali mission-critical) entro l’estate 1999.
(Si vedano in proposito le relazioni allegate in Appendice).
In ogni caso, anche in questo settore, che ha raggiunto apprezzabili livelli di consapevolezza e di preparazione, il Comitato ha proceduto (e procederà) a periodiche rilevazioni sullo stato di adeguamento raggiunto. Le stesse società presentano al riguardo rapporti aggiornati e intrattengono direttamente e continuativamente rapporti con il Coordinatore di settore attraverso propri referenti.
Per i soggetti, assai numerosi e diversificati, della catena energetica la rilevazione avviene tramite le Associazioni di categoria già nominate. In questo caso esse hanno provveduto, sotto la responsabilità di propri referenti incaricati di mantenere i rapporti con il Comitato, ad inoltrare a tutte le aziende interessate un questionario-base, elaborato in accordo con il Coordinatore di settore.
Per quanto riguarda il sottosettore "sistema produttivo", per la sua particolare ampiezza e conformazione diffusa, è risultata indispensabile una propedeutica attività di sensibilizzazione capillare sulla necessità e urgenza dell'adeguamento informatico all'anno 2000. Si è cercato di perseguire questo primo e minimale obiettivo inviando, alle circa 5.300.000 imprese iscritte alle Camere di Commercio, una comunicazione ampia e specifica sul problema (con il titolo Anno 2000: come affrontare il problema del Millennium bug). Essa è stata recapitata nel mese di maggio 1999 con il bollettino di esazione del diritto annuale.
Oltre a un'informazione di base (sulle apparecchiature, sui dispositivi e sulle applicazioni che possono dare luogo a malfunzionamenti), sono state date indicazioni operative e pratiche anche elementari (in tema di verifiche ed azioni da compiere, di rapporti in rete con fornitori e clienti …), richiamando, in particolare, l’attenzione sulle apparecchiature di tipo medicale.
Una tale attività di informazione è stata inoltre corredata dalla pubblicazione della Guida al Problema Anno 2000 per le Piccole e Medie Imprese accessibile anche sul sito Internet del Comitato (www.comitatoanno2000.it).
Queste iniziative si assommano alla imprescindibile opera di sensibilizzazione svolta - come si è già rilevato - da tutte le associazioni di categoria in effettiva collaborazione e sintonia con il Comitato.
II. Le rilevazioni.
II.A. Sottosettore "Energia"
II.A.1 Elettricità
a). I rapporti trasmessi dall'ENEL S.p.a. al Comitato segnalano che è stata completata la fase di valutazione. Entro giugno 1999 verrà completata la fase di interventi; in luglio è programmata l’esecuzione dei test interni per i sistemi "mission critical" e le operazioni di rilascio in produzione; entro settembre 1999 saranno avviati i test "end -to- end".
Per quanto riguarda i piani di contingency, l’Enel ha adottato la metodologia di redazione proposta dal NERC (North-American Electricity Reliability Council), parzialmente adattata alle necessità operative dell’Ente. Tale piano si articola nelle seguenti fasi:
- identificazione dei rischi operativi;
- analisi degli scenari;
- definizione delle strategie per la gestione del rischio;
- pianificazione generale e di dettaglio.
La prima edizione del piano è stata già predisposta e verrà costantemente aggiornata. Al riguardo meritano di essere citate le tecniche di gestione del sistema elettrico studiate ad hoc per mitigare i rischi della transizione di data. Ad esempio, la rete AT (Alta Tensione) sarà utilizzata al massimo livello di interconnessione consentito onde ottenere piena ridondanza; allo stesso tempo, il numero di gruppi di produzione connessi in rete sarà tale da assicurare un ampio margine di riserva disponibile. Tali misure preventive, assieme ad altre più specifiche, consentono di gestire in sicurezza il sistema elettrico nella sua globalità, prescindendo dai rischi specifici relativi a ciascun singolo processo elementare.
Tra le misure studiate per fare fronte ai possibili malfunzionamenti di sistemi specifici ci si affida preferibilmente a risorse interne ed esterne di pronto intervento nei periodi critici (in particolare le prime settimane dell’anno 2000) e all'allestimento di adeguati sistemi di back-up per i processi ad alto rischio.
b). Gran parte dei produttori autonomi di energia elettrica aderisce all’Unione nazionale delle aziende produttrici e consumatrici di energia elettrica (UNAPACE), che associa quasi 200 imprese operanti in diversi campi merceologici (le quali, complessivamente, producono circa il 90% dell’energia elettrica "autonoma" del Paese, pari, nel 1998, a più del 22% dell’intera produzione italiana). L’Unione, collaborando attivamente con il Coordinamento di settore del Comitato, si è particolarmente impegnata nell’azione di informazione sul "problema anno 2000" nei confronti dei propri aderenti. Già nel mese di febbraio inviava loro una prima circolare a cui era allegato un questionario predisposto autonomamente dalla medesima Associazione, al fine di acquisire i primi dati sul grado di consapevolezza delle aziende, sullo loro stato di adeguamento, sugli interventi in corso e sui relativi costi. A fine aprile procedeva a un’ulteriore indagine di aggiornamento attraverso il questionario nel frattempo predisposto dal Comitato anno 2000.
I risultati della rilevazione possono essere considerati complessivamente positivi: evidenziano una elevata consapevolezza delle aziende rispetto al problema ed un avanzato livello di adeguamento dei sistemi ritenuti critici.
In particolare, le aziende che hanno dichiarato di trovarsi in una simile positiva situazione rappresentano una produzione lorda complessiva di energia elettrica (dati 1998) di circa 39 TWh (oltre il 66% della complessiva produzione lorda, che, secondo dati provvisori, nel 1998 ha raggiunto i 58,2 TWh, pari al 74 % della energia prodotta dagli associati a UNAPACE).
Quanto all’adeguamento dei sistemi ritenuti critici, emerge dall’indagine che esso verrà completato entro settembre da un insieme di aziende che rappresenta il 75% dei 39 TWh di produzione sopracitati; le rimanenti hanno dichiarato di poter provvedere entro dicembre 1999.
Infine, si segnala che UNAPACE, in adesione alle sollecitazioni del Comitato, ha avviato una specifico monitoraggio sulla predisposizione, da parte delle aziende associate, dei contingency plans, i risultati del quale saranno trasmessi al Comitato medesimo.
II.A.2. Petrolio e gas naturale
Il Gruppo ENI segnala di aver completato la fase di valutazione. Gli interventi di adeguamento sono stati ultimati per oltre il 90% degli impianti e sistemi. Sono previsti in luglio c.a. l’esecuzione dei test interni per i sistemi "mission critical" nonché le operazioni di rilascio in produzione; mentre in settembre sono programmati i test "end to end".
Sono in corso di predisposizione i piani di contingency delle aziende del Gruppo, in collaborazione con Gartner Group: il completamento dei medesimi avverrà entro agosto 1999.
Per quanto riguarda le 34 imprese rappresentate dall’UNIONE PETROLIFERA -cioè le maggiori società operanti in Italia nel campo della raffinazione e distribuzione del petrolio (downstream)-, la quasi totalità (97%) ha avviato programmi di adeguamento delle strutture e dei servizi. Esse hanno iniziato ad affrontare in modo sistematico il problema anno 2000 già dal 1997, definendo appositi progetti, articolati in funzione delle diverse complessità aziendali.
L’obiettivo di tali progetti è, innanzitutto, verificare la conformità dei sistemi all’anno 2000: il continuo e corretto funzionamento di tutte le attività, i processi e i sistemi di supporto. Ciò ha comportato il coinvolgimento dei massimi responsabili aziendali in quanto gli stessi progetti sono stati considerati "ad elevata priorità".
In tutte le aziende sono state da tempo completate le fasi di inventario e di valutazione dei processi e delle procedure non conformi al cambio di data. Nello scorso anno i fornitori di prodotti per l’automazione sono stati incaricati di predisporre gli interventi, ultimati (al maggio 1999) in una percentuale pari al 70%. Eseguite, in larga misura, anche le modifiche dei sistemi informativi (90%). I test per le verifiche della conformità degli aggiornamenti sono stati effettuati per circa il 60%: essi vengono effettuati per ciascun progetto successivamente sia ai singoli interventi, sia all’aggiornamento totale.
La maggior parte delle aziende ha programmato di concludere i progetti entro l’estate; le altre saranno comunque pronte entro novembre.
Particolare la situazione delle società autorizzate all’esercizio di depositi costieri fiscali e/o doganali, le quali hanno un ruolo determinante nell’approvvigionamento energetico nazionale, con depositi distribuiti lungo le coste italiane con una capacità di stoccaggio di oltre 5.000.000 di mc., (relativi a oli minerali, prodotti chimici e gpl). L'attività di tali depositi si manifesta in una serie di servizi svolti per conto di committenti e comprende operazioni di importazione, di esportazione, di immissione al consumo per il mercato interno, di transito, di "bunkeraggio" alle navi ed agli aerei, nonché operazioni di miscelazione e colorazione dei prodotti.
Ben 38 depositi sono raggruppati dall'associazione ASSOCOSTIERI; in alcuni casi singoli depositi appartengono ad una Società Capo-Gruppo.
In presenza di questa specifica organizzazione sul territorio, le rilevazioni sono state affidate ad ASSOCOSTIERI, che ha curato l'invio di un apposito questionario, concordato con il Comitato, sull’impatto del Millennium Bug sui sistemi informativi industriali utilizzati.
Ha risposto il 50% delle aziende associate; in alcuni casi le risposte sono state cumulative, cioè comprensive della situazioni di più impianti gestiti dallo stesso gruppo.
L'indagine segnala che la maggior parte delle aziende ha preso in considerazione il problema, ha provveduto a nominare un responsabile per la conformità all'anno 2000 (tale decisione non è comunque consequenziale rispetto alla consapevolezza del problema) e, nella maggior parte dei casi, ritiene di poter completare le operazioni di adeguamento entro l'anno.
Anche ASSOMINERARIA (alla quale aderiscono le imprese operanti nel campo dell’esplorazione e produzione di idrocarburi liquidi e gassosi, di fluidi geotermici e di minerali, nonché le imprese che forniscono beni strumentali e servizi specialistici al comparto petrolifero e minerario in generale) si è impegnata in azioni di sensibilizzazione promuovendo appositi seminari e workshop. L’Associazione ha anche proceduto a una rilevazione sullo stato di adeguamento informatico all’anno 2000 (mediante questionario, concordato con il Comitato) tra le aziende associate del settore dell’esplorazione - produzione di idrocarburi. Per questa categoria di imprese sono previsti il raggiungimento della conformità dei sistemi critici entro l’anno e la predisposizione dei piani di continuità entro settembre.
II.B. Sottosettore "Sistema produttivo"
II.B.1. Le indagini compiute dalle associazioni di categoria.
Anche per questo sottosettore, così ampio e variegato, il Comitato -come si è già avvertito- ha ritenuto utile avvalersi per le attività di rilevazione delle 15 Associazioni nazionali di categoria già nominate, caratterizzate da una diffusa presenza di sedi decentrate sul territorio. Solo in tal modo era possibile raggiungere le singole imprese.
Le Associazioni medesime hanno contribuito all'elaborazione di questionari specifici per ciascuna categoria e situazione. Hanno infine provveduto alla raccolta ed elaborazione dei dati acquisiti.
Per avere un quadro il più possibile affidabile, il Comitato ha successivamente richiesto all'ISTAT di procedere a (due) ulteriori inchieste relativamente alle piccole e medie imprese (PMI). I risultati della prima, pervenuti a fine luglio, saranno esposti alla fine del paragrafo.
Si rende qui conto dei risultati dell'indagine attraverso questionario pervenuti ed elaborati dalle singole Associazioni (con preliminari notizie sulla organizzazione e rappresentatività delle medesime, per quanto a conoscenza del Comitato).
CONFINDUSTRIA (la principale organizzazione che associa circa 110.000 imprese manifatturiere e di servizi di tutte le dimensioni).
L'indagine è stata condotta nel periodo fine di aprile - inizio maggio 1999. Scopo della rilevazione: lo stato e le prospettive di adeguamento informatico all'anno 2000 delle imprese industriali facenti parte del sistema associativo confederale.
Nonostante le evidenti difficoltà di raccogliere in tempi brevi le informazioni sollecitate, di natura oggettivamente complessa, le risposte ottenute da oltre 50 Associazioni territoriali e dalle associazioni di categoria confederate consentono di delineare un quadro sufficientemente significativo sullo stato di preparazione dell'apparato produttivo, ripartito convenzionalmente in piccola impresa (sino a 50 addetti), media impresa (da 50 e 250 addetti) e grande impresa (oltre 250 addetti).
La rilevazione ha interessato principalmente il settore manifatturiero. Questi gli esiti suddivisi per temi:
Significativo è il fatto che due terzi (delle grandi imprese) hanno già verificato la compatibilità al cambio di data di fine secolo dei sistemi informativi con interlocutori esterni (fornitori/clienti/banche/enti pubblici/altri) che interagiscono con l'azienda. Le imprese che non hanno ancora provveduto in tal senso hanno, comunque, dichiarato che provvederanno entro ottobre.
Tra le piccole imprese, oltre il 50% ha preparato progetti di adeguamento.
Tutti i grandi gruppi, quelli italiani e quelli collegati con imprese estere, hanno messo a punto progetti specifici e avviato interventi sui sistemi critici che saranno completati nel corso del 1999 (per gli operatori di media dimensione il valore è pari al 70%).
Per le imprese più piccole, i programmi di adeguamento, pur previsti, attendono tuttora di essere realizzati o completati.
Le imprese private di più ridotte dimensioni, fornitrici di gas hanno da tempo avviato gli adeguamenti necessari, effettuando analisi dettagliate dell’impatto del cambio di data sui sistemi informatici, sulle apparecchiature elettroniche e sui servizi erogati e fruiti, individuando i sistemi critici.
Il raggiungimento della conformità, allo stato attuale, è valutabile intorno al 70% per le aziende di piccola e media dimensione, mentre ha raggiunto il 100% nelle imprese di grande dimensione.
CONFAPI (associa circa 60.000 aziende del settore manifatturiero e dei servizi).
L'Associazione ha iniziato ad occuparsi attivamente del Millennium Bug e dell’impatto che esso potrebbe avere sulle Piccole Medie Imprese (PMI) nel maggio 1998. Risalgono a questo periodo le prime segnalazioni, da parte delle Associazioni provinciali dell'Italia nord occidentale della medesima organizzazione, sulla situazione di criticità di alcune aziende rispetto al problema anno 2000, soprattutto di quelle della subfornitura ai grandi gruppi industriali nel campo metalmeccanico ed automobilistico.
Infatti tali committenti hanno richiesto alle aziende loro fornitrici di certificare la compatibilità dei loro sistemi informatici con il prossimo cambiamento di data.
La necessità di adeguare i propri sistemi informatici all'anno 2000 si presenta in una congiuntura non favorevole alle piccole e medie imprese del nostro Paese costringendole ad assorbire internamente i costi dell'adeguamento, limitando e rallentando ulteriormente indispensabili iniziative di ristrutturazione.
In tale difficile contesto CONFAPI ha individuato quattro obiettivi prioritari in favore delle imprese associate per far fronte al Millennium Bug:
A tal fine, l’Associazione ha svolto un’intensa e dettagliata attività di informazione, anche mirata verso alcune categorie di imprese, attraverso la propria rete di Associazioni territoriali.
Circa tre mesi dopo questa campagna di informazione, la CONFAPI ha effettuato un'indagine, attraverso questionario, per verificare sia l’efficacia dell’azione di sensibilizzazione avviata, sia il livello di adeguamento informatico all'anno 2000 conseguito dalle aziende associate.
Hanno risposto al questionario 650 aziende. Un tale campione è costituito dall'80% di piccole e dal 20% di medie imprese e corrisponde alla realtà rappresentata dalla Confederazione.
L'analisi dei primi dati emersi dall’indagine appare rassicurante, se è vero che:
L'unico risultato che potrebbe dare adito a qualche preoccupazione riguarda i "contigency plans":
In ogni caso l’impressione complessiva è che le imprese abbiano troppo circoscritto l'ambito del problema anno 2000, riferendolo unicamente ai personal computer e server di rete presenti in azienda. Viceversa, scarsa attenzione è stata dedicata alla sensibilità al cambio di data di altri dispositivi informatici quali: badge, macchinari a controllo numerico, sistemi di sicurezza ed allarme e, più in generale, altri dispositivi con controllo di data.
E' emersa, pertanto, la necessità di un'ulteriore ed efficace campagna di informazione dedicata soprattutto ai c.d. embedded systems.
CONFCOMMERCIO (associa circa 750.000 imprese operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi).
L'organizzazione ha effettuato un’indagine a campione su 1250 imprese del commercio e del turismo, al fine di acquisire informazioni sul loro grado di consapevolezza e di adeguamento rispetto al problema anno 2000. In particolare sono state monitorate le aree più esposte quali: il commercio food e non food, la distribuzione carburanti, l'ingrosso farmaceutico, gli alberghi, le agenzie di viaggio, i pubblici esercizi.
I dati più significativi emersi dall’indagine sono i seguenti:
Sotto il profilo territoriale la più alta percentuale dei non consapevoli si registra al Sud: 35%; al Nord essa è pari a: 25,9% (Nord-Ovest) e 24,3% (NordEst); al Centro essa è pari al 19,6%.
Analizzando poi i risultati per tipologie di attività, occorre segnalare il caso della distribuzione all’ingrosso di prodotti farmaceutici. Questa categoria di aziende, più informatizzata rispetto ad altre, presenta, infatti, una particolare sensibilità al problema ed un elevato grado di consapevolezza (quasi nessuna impresa dichiara di non essere informata) grazie, probabilmente, a specifiche iniziative di sensibilizzazione ed a una pressante richiesta di dichiarare la propria "compatibilità" all’anno 2000 da parte di fornitori e clienti italiani, come afferma il 40% degli intervistati.
Tale scarsa reattività è prevalente nelle regioni meridionali, dove solo il 21,3% delle imprese è impegnato in attività di adeguamento, a fronte di una quota massima nel Nord-Ovest pari al 31%; nel Nord-Est essa è del 27,6% e nel Centro del 25,5%.
Anche in questo caso il settore dell’ingrosso farmaceutico fa caso a sé con una percentuale di aziende che hanno posto in essere azioni mirate alla risoluzione del "problema anno 2000" prossima all’80%.
Per altre attività risalta invece negativamente la situazione del turismo, settore che si può pertanto definire "critico", in cui solamente una impresa su cinque (21,3%), si è attivata.
Le imprese "conformi" o "avviate alla conformità" nel commercio alimentare rappresentano il 26,7%; nel commercio non alimentare il 27,3%; nella distribuzione di carburanti il 27%.
Il livello di conformità conseguito dalle imprese del commercio e del turismo, che hanno considerato il problema dell'adeguamento delle proprie apparecchiature, appare abbastanza soddisfacente (a parte una quota pari al 13% che non ha saputo fornire indicazioni). Infatti solo il 3,1% figura ancora allo stato 1 della scala Gartner Group (nel quale cui sono inclusi i soggetti che hanno dichiarato solo una "sensibilizzazione al problema" ed una prima analisi delle apparecchiature a rischio potenziale dai medesimi utilizzate). Oltre il 60 % delle imprese ha raggiunto una completa conformità con riguardo almeno ai sistemi ritenuti essenziali (stati 4 e 5 della scala citata).
Nel complessivo processo di adeguamento dei sistemi informatici, ha raggiunto la piena conformità il 17% delle imprese (il dato risente, però, dell'elevato numero di aziende che non si sono ancora attivate).
Scomponendo i dati per settore, risulta che l'ingrosso farmaceutico valuta di trovarsi a un livello pari al 55% del suddetto processo; per il commercio non alimentare e la distribuzione di carburanti esso è pari al 18%; per il commercio alimentare: 16%; per il turismo: 14%.
Sui tempi di adeguamento, si segnala che il 7,7% delle imprese che già l’hanno avviato non ritiene di poterlo concludere entro l’anno.
Un’ulteriore verifica complementare sulla data di acquisto dei registratori di cassa ha rivelato che il 36,2% degli interpellati (per lo più titolari di esercizi di ridotte dimensioni) utilizza apparecchiature che risalgono in media a 4 o più anni fa e che, quindi, essi sono potenzialmente a rischio rispetto al problema anno 2000.
CONFESERCENTI (associa circa 240.000 imprese del settore del commercio, del turismo e dei servizi).
Consapevole degli svantaggi soprattutto di natura competitiva che il mancato adeguamento al cambio di data arrecherebbe alle categorie interessate, questa organizzazione, dopo una opportuna campagna di sensibilizzazione rivolta ai propri affiliati (che, secondo la medesima organizzazione, hanno acquisito la necessaria consapevolezza del problema nel corso degli ultimi mesi del 1998), ha commissionato all'Istituto SWG un'indagine limitata agli operatori iscritti, effettuata su un campione di 400 commercianti.
Risulta che soltanto il 33% degli interpellati dispone di computers; il 43% utilizza il fax; il 39% dispone di POS per pagamenti con carte di credito e pago-bancomat; il 16% è servito da reti per la gestione interna (cassa e magazzino); l’11% è collegato ad Internet. Certamente più diffusa è l'utilizzazione di bilance elettroniche, frigoriferi e registratori di cassa.
L'indagine ha segnalato che la propensione all’uso delle nuove tecnologie informatiche è influenzata in notevole misura dal livello di scolarizzazione, dalla dimensione delle imprese e dall'età degli esercenti (la più elevata percentuale di utilizzatori informatici si registra tra i commercianti tra i 25 ed i 34 anni).
In ogni caso il 39% delle imprese commerciali al dettaglio ha dichiarato che entro il 1999 investirà in tecnologie notevoli risorse, in parte per ammodernare i sistemi in uso, in parte per dotarsi di nuovi strumenti.
Una quota di tali investimenti è destinata a fronteggiare il Millennium Bug (la preoccupazione più diffusa riguarda i registratori di cassa).
Per quanto concerne più specificamente i dati relativi allo stato di adeguamento informatico all'anno 2000, l'indagine ha messo in evidenza i seguenti dati:
Allo scopo di favorire il raggiungimento di una diffusa situazione di compatibilità, la Confesercenti ha stipulato apposite convenzioni con idonee società di servizi informatici e con gli stessi fornitori. Sono in programma anche seminari mirati sul Millennium Bug destinati ai responsabili delle sedi Confederali territoriali e agli stessi associati. In ogni caso l'organizzazione ha provveduto a trasmettere loro le indispensabili indicazioni pratiche sulla sequenza delle operazioni necessarie (inventario dei sistemi informatici e computerizzati e degli impianti critici; valutazione tecnica dei rischi; stima dei tempi e dei costi dell'adeguamento; effettuazione degli interventi necessari; collaudo dei sistemi aggiornati; predisposizione dei piani d’emergenza).
CONFARTIGIANATO (associa più di 520.000 artigiani; è organizzata su base regionale e locale con oltre 1200 sedi periferiche).
Sul "problema anno 2000" ha costituito un apposito gruppo di lavoro ed ha svolto una capillare attività di sensibilizzazione rivolta sia alle proprie Associazioni provinciali sia alle imprese associate. Ha inoltre concluso una rilevazione a livello provinciale e settoriale sul grado di percezione del Millennium Bug, nonché sullo stato di adeguamento conseguito dalle imprese artigiane. Si conosce il dato relativo alla percezione che risulta essere attestato su valori medio-alti per il 43% delle imprese interpellate e bassi per il 37,5%.
L’Associazione ha anche approfondito gli aspetti giuridici-legale del problema, con particolare attenzione per il tema delle responsabilità contrattuali ed extra-contrattuali. Una finestra dedicata all’"anno 2000" è stata aperta sul sito Internet della medesima associazione (WWW.CONFARTIGIANATO.IT).
CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA
(una delle tre associazioni professionali del settore più rappresentative; è presente in numerosi organismi non solo a livello territoriale e nazionale, ma anche comunitario e internazionale; ha sedi in tutte le regioni e le province, si articola in associazioni di categoria e in istituti).La C.I.A. dispone di varie strutture di servizio rivolte alle imprese agricole (servizi fiscali, contabili, tecnici, previdenziali ecc.), dotate di moderne tecnologie informatiche. L'organizzazione ha perciò affrontato i problemi del Millennium Bug con particolare attenzione, soprattutto, ai software gestionali. La C.I.A. ha reso noto che l'aggiornamento di gran parte di essi è stato realizzato e testato e la piena conformità potrà essere raggiunta entro l'anno.
Entro l’estate si provvederà all’analisi delle apparecchiature hardware e di tutti i sistemi operativi utilizzati al fine di dare corso in modo mirato ai necessari interventi di adeguamento o di sostituzione, con un notevole impatto economico.
Con riferimento alle imprese associate, la C.I.A. non ha fino ad oggi ritenuto di avviare iniziative di monitoraggio sul problema anno 2000, in quanto la gran parte delle imprese medesime non si avvale di sistemi informatici.
La stessa organizzazione non esclude peraltro di intervenire ove emergessero particolari situazioni critiche.
COLDIRETTI (rappresenta sia imprese, sia singoli operatori del settore agricolo; è territorialmente articolata in 96 Federazioni provinciali e 864 Uffici intercomunali).
L'Associazione ha avviato una vasta opera di sensibilizzazione nei confronti delle imprese affiliate che si avvalgono di apparecchiature dotate di dispositivi elettronici che potrebbero risultare sensibili al Millennium Bug (impianti di: alimentazione, mungitura, irrigazione, riscaldamento per colture protette ed in serra…).
E' stato anche avviato il monitoraggio, funzionale a immediati interventi correttivi, dei sistemi informatici utilizzati dall'organizzazione nei servizi alle imprese associate.
CONFCOOPERATIVE (la principale associazione multisettoriale cooperativa con scopi di rappresentanza, assistenza, tutela e vigilanza del movimento cooperativo; associa circa 18.000 imprese ed è presente su tutto il territorio nazionale con circa 100 organismi di origine elettiva; dispone inoltre di molteplici strutture di servizio che si occupano del coordinamento, dell’assistenza, della formazione e della promozione delle varie iniziative cooperative. L'organizzazione si articola in associazioni nazionali di settore, quali: Agroalimentare, Pesca, Credito, Consumo, Abitazione, Cultura e Turismo, Lavoro e Servizi, Solidarietà, Mutue).
L'organizzazione, alla fine del 1998, ha affidato alle proprie strutture territoriali azioni di monitoraggio, accompagnate - a partire dal gennaio 1999 - da una diffusa attività di comunicazione, formazione e sensibilizzazione che ha coinvolto sia le strutture settoriali e territoriali dell'organizzazione, sia le imprese.
Si segnalano, in particolare, tre incontri interni al sistema associativo (a gennaio, marzo e aprile), ai quali hanno fatto seguito note scritte redatte dalla segreteria generale e dall'ufficio informatico dell'Associazione. L'attività di comunicazione sui problemi del Millennium Bug è svolta anche attraverso il sito Internet (www.confcooperative.it) e la rivista ufficiale (Italia Cooperativa) dell'organizzazione medesima.
Per quanto riguarda lo stato di adeguamento delle imprese cooperative, le rilevazioni finora effettuate confermano che due settori - distribuzione e credito (indubbiamente i più sensibili al problema tra quelli rappresentati) - si trovano in una situazione più avanzata (grazie a specifiche azioni di sistema) sia nell'analisi sugli effetti provocati da un mancato adeguamento, sia nel raggiungimento concreto della conformità.
Anche alcune strutture - quelle di maggiori dimensioni - del comparto agroindustriale stanno operando in tale direzione. Viceversa, la gran parte delle imprese rappresentate (piccole e medie imprese cooperative) tarda ad affrontare il problema. Si renderanno pertanto necessarie per questo segmento di imprese ulteriori azioni di sensibilizzazione, ricorrendo anche ai mezzi di comunicazione più diffusi (soprattutto TV), nonché la previsione di idonei incentivi.
LEGA DELLE COOPERATIVE (associa cooperative attive in tutte le regioni e in tutti i settori produttivi; rilevano in particolare: la distribuzione commerciale, le costruzioni, l’agro-alimentare, i servizi, le attività manifatturiere. Si segnalano, inoltre, importanti imprese in campo assicurativo, finanziario, creditizio. L'organizzazione si articola in autonome associazioni di settore, a cui le cooperative aderiscono in base all'attività economica esercitata, e in autonome Legacoop regionali e provinciali, responsabili dell’attuazione della politica cooperativa nelle rispettive aree territoriali).
Sul problema anno 2000, un sondaggio effettuato nella prima metà del 1998, nell'ambito del progetto nazionale sull’Information technology, ha rilevato che la maggior parte delle grandi cooperative (Unipol, Coop, Sacmi…) e un ampio novero di settori (grande distribuzione, finanziario, industriale, servizi) avevano avviato programmi operativi per il raggiungimento della conformità dei sistemi informatici utilizzati.
Assai diversa e differenziata la situazione delle medie e piccole cooperative. Nella maggior parte dei casi esiste una conoscenza di massima, ma non una piena consapevolezza dei rischi connessi all'omesso adeguamento informatico. Mancano iniziative di sensibilizzazione coordinata per questo segmento di cooperative, le quali pertanto sono indotte ad affrontare il problema singolarmente.
Soprattutto nelle piccole e piccolissime cooperative è diffuso un atteggiamento di attesa passiva: la tendenza pare in effetti quella di rinviare la soluzione dei problemi al 2000, se si presenteranno.
Più attivo è invece l'impegno per l’adeguamento dei sistemi operativi a livello di lan e desktop.
La Lega-cooperative sta, in particolare, stipulando un accordo commerciale con MSF per far fronte alla domanda di upgrading di sistemi operativi per PC, la quale interessa soprattutto le piccole e le medie cooperative.
In programma anche aree di informazione specifica nelle reti (intranet ed extranet) di cui dispone l'organizzazione.
ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE (si articola in Federazioni Regionali e Provinciali).
Allo scopo di conoscere la situazione di adeguamento sia delle sedi territoriali, sia delle cooperative affiliate, l'Associazione ha diffuso una lettera circolare, a firma del Presidente nazionale, per sollecitare informazioni sia sul grado di consapevolezza sul problema dell'anno 2000, sia sulle azioni avviate per l'adeguamento dei software utilizzati.
Non sono disponibili per ora i risultati di una simile iniziativa. In ogni caso è probabile che le strutture rappresentative territoriali e parte delle stesse cooperative associate utilizzino tecnologie informatiche recenti o comunque esenti dal rischio anno 2000. Altre cooperative (medie e piccole) non dispongono tuttora di strumenti informatici.
L'Associazione, a livello nazionale, ha dichiarato di aver provveduto ad adeguare i propri sistemi di gestione ed archiviazione (con riguardo all’anagrafe centrale degli aderenti), di recente acquisizione e non gravemente esposti al problema.
Altrettanto soddisfacente pare la situazione dei programmi impiegati dagli uffici centrali del Fondo Mutualistico Nazionale, General Fond, e dalla struttura centrale di servizi, formazione e ricerca, Assoforr. Tali programmi sono infatti stati congegnati in modo da realizzare operazioni su campi-data a quattro cifre.
UNIONE NAZIONALE COOPERATIVE ITALIANE (rappresenta circa il 20% del movimento cooperativo e conta più di 5.700 cooperative associate).
L’UNCI ha inviato a 50 aziende associate (dei vari settori e di varia dimensione) questionari semplificati, impostati in modo da tener conto dei tempi molti ridotti per un efficace azione di adeguamento informatico all'anno 2000.
L'adesione all'iniziativa non è stata particolarmente numerosa: soltanto 25 aziende hanno risposto in tempo utile. Il dato potrebbe, forse, essere interpretato come indice di sottovalutazione del problema.
In effetti, l'esito del pur ridotto monitoraggio conferma una situazione di impreparazione: ben il 60% degli interpellati dichiara una scarsa conoscenza del problema anno 2000. Bisogna comunque considerare, anche in questo caso, il basso livello di informatizzazione del mondo cooperativo; e che i sistemi utilizzati concernono per lo più software per la gestione amministrativa e per la contabilità, con tassi di criticità assai modesti (5%) e, comunque, facilmente e comunemente aggiornati anche a causa dei frequenti cambiamenti dei data-base legislativi e fiscali.
Più preoccupante è, invece, la situazione del parco-macchine (hardware): solo il 25% sono di recente acquisizione (nell'ultimo anno); è pertanto probabile che almeno una parte del restante 75% potrebbe addirittura presentare "problemi di corretto avviamento del computer" il 1 gennaio 2000.
II.B.2. La prima indagine ISTAT sulle PMI.
Il Comitato, successivamente alle rilevazioni delle associazioni di categoria, ha ritenuto opportuno affidare all'ISTAT due indagini di chiusura, a campione sullo stato di adeguamento informatico all'anno 2000 rivolte specificamente al sistema delle piccole e medie imprese, risultato certamente il più esposto al problema secondo i dati forniti dalle associazioni medesime.
La prima indagine si è conclusa in luglio; la seconda sarà effettuata in ottobre.
La rilevazione è stata condotta su un campione rappresentativo dell’universo delle circa 58.000 imprese dell’industria, del commercio e degli altri servizi appartenenti alla classe dimensionale 20-250 addetti. Sono state escluse dall'indagine le imprese estrattive e quelle che operano nella produzione e distribuzione di energia elettrica, gas ed acqua; e fra le imprese che operano negli "altri servizi" sono state escluse quelle dell’intermediazione finanziaria e dei trasporti e comunicazioni. L’aggregato è quindi formato principalmente da alberghi e ristoranti, attività immobiliari, noleggio, servizi di informatica ed altre attività professionali ed imprenditoriali.
I quesiti delle interviste, condotte per via telefonica con riferimento alla data del 10 luglio 1999, sono simili a quelli posti in analoghe inchieste svolte in altri paesi industrializzati, in modo da consentire la comparazione dei risultati ottenuti anche in ambito internazionale.
E' opportuno premettere qualche notizia sulle caratteristiche dei sistemi informatici aziendali più frequentemente utilizzati. E' stato rilevato che le imprese considerate si avvalgono per il 48,2 % di sistemi a rete, per il 22,8 % di personal computer stand alone (cioè non collegati in rete); il 21,5 % è dotato di mainframe (cioè di un elaboratore centrale).
Questi i principali dati emersi distinti per temi:
Quanto ai "sistemi non critici" (definiti come residuali e utilizzati soprattutto per la gestione amministrativa aziendale, la contabilità, ecc.), il 72 % delle imprese ha in larga misura completato l’analisi; inoltre, nel 77,6 % dei casi, sono stati elaborati progetti esecutivi, completati per l’86 %.
In sintesi i risultati della prima indagine ISTAT si possono compendiare nelle seguenti tre tabelle:
Tabella 1 - Livello di conoscenza del problema informatico "data 2000" da parte delle piccole e medie imprese al 10 luglio 1999 per settore di attività e classe di addetti
|
Industria |
Commercio |
Altri servizi |
Totale |
||||
|
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
||
|
Le imprese non conoscono il problema |
2,3 |
0,7 |
1,7 |
0,0 |
2,2 |
2,0 |
1,8 |
|
Le imprese non conoscono il problema sufficientemente e non è stata avviata alcuna azione |
3,9 |
1,3 |
1,6 |
2,2 |
8,1 |
6,2 |
3,6 |
|
Le imprese conoscono il problema, ma non è stata avviata alcuna azione |
11,1 |
5,7 |
5,1 |
4,6 |
16,8 |
12,3 |
9,8 |
|
Le imprese conoscono il problema ed è stata avviata un’azione |
82,7 |
92,3 |
91,6 |
93,2 |
72,9 |
79,5 |
84,8 |
|
Totale |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
Tabella 2 - Progetti esecutivi elaborati con riferimento ai sistemi critici delle piccole e medie imprese per settore di attività economica e classe di addetti
(dati percentuali)|
Industria |
Commercio |
Altri servizi |
Totale |
||||
|
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
||
|
Sono stati elaborati progetti esecutivi con riferimento ai sistemi critici |
77,5 |
83,0 |
75,8 |
87,9 |
84,2 |
85,7 |
80,7 |
|
Non sono stati elaborati progetti esecutivi |
18,5 |
14,3 |
21,5 |
11,3 |
13,5 |
12,7 |
17,6 |
|
Il rispondente non è informato |
4,0 |
2,7 |
2,7 |
0,8 |
2,3 |
1,6 |
1,7 |
|
Totale |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
|
Percentuale di completamento dei progetti esecutivi |
87,6 |
87,0 |
87,2 |
86,2 |
87,7 |
83,8 |
93,1 |
Tabella 3 - Caratteristiche del sistema informatico aziendale nelle piccole e medie imprese per settore di attività economica e classe di addetti
(dati percentuali)|
Industria |
Commercio |
Altri servizi |
Totale |
||||
|
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
20-49 addetti |
50-250 addetti |
||
|
Mainframe |
18,4 |
32,3 |
24,9 |
37,1 |
11,6 |
13,2 |
21,5 |
|
Rete |
47,7 |
47,4 |
50,5 |
44,5 |
49,7 |
52,5 |
48,2 |
|
Personal computer |
27,3 |
12,1 |
14,7 |
11,3 |
30,7 |
25,2 |
22,8 |
|
Altro |
6,6 |
8,2 |
9,9 |
7,1 |
8,0 |
9,1 |
7,5 |
|
Totale |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |