3. Settore Sicurezza del Cittadino (Coordinatore Stefano Paolucci)

I. L'area di interesse e di intervento del settore.

I "servizi di convivenza" distribuiti sul territorio, gestiti da enti o imprese che hanno una dimensione locale, seppure molto variegata, e che mantengono rapporti se non esclusivi certamente prevalenti con le autonomie regionali, provinciali, comunali: questa è l'area di cui si occupa il settore nella sua attività di rilevazione dello stato di adeguamento informatico all'anno 2000 e di sensibilizzazione per la risoluzione del problema.

Interlocutori del settore sono pertanto i soggetti che provvedono all'erogazione di servizi essenziali: quelli sanitari e ambientali e quelli cosiddetti "a rete" che assicurano e organizzano nelle comunità l'approvvigionamento energetico (gas, energia elettrica), di beni primari (acqua), nonché la mobilità urbana o interurbana (trasporti locali).

E' evidente come, sotto il profilo oggettivo, l'area di interesse di questo settore sia contigua a quella degli altri settori. Una permanente e stretta collaborazione tra i Coordinatori ha evitato rischi di sovrapposizione.

I principali soggetti interlocutori (diretti o indiretti) del settore si possono sostanzialmente identificare e quantificare nelle seguenti due categorie:

(Fonte dei dati numerici e della tipologia: Sistema Informativo Sanitario del Ministero della Sanità).

(Fonte dei dati numerici, stimati, relativi ad energia elettrica e gas: Autorità per l’energia elettrica e il gas).

 

II. L'attività di rilevazione.

In un settore così ampio e diffuso l'attività di rilevazione, soprattutto quella di primo approccio, ha inteso perseguire un duplice obiettivo: da un lato acquisire le indispensabili informazioni, sia pure approssimative, sul livello di conoscenza del problema da parte dei soggetti interessati (suddivisi per tipologie di servizi), e sulle iniziative già intraprese dai medesimi per la sua soluzione; dall'altro fornire le prime indicazioni utili per stimolare l'immediato avvio delle varie fasi di operazioni per il raggiungimento della conformità informatica all'anno 2000 nelle situazioni in cui si fosse riscontrato un elevato indice di inconsapevolezza.

Alle rilevazioni di primo approccio, faranno seguito in agosto ed ottobre altre, dalle quali potranno emergere dati più puntuali ed esaustivi.

Per la prima rilevazione attraverso questionario è stata adottata una metodologia assai semplice, in adesione allo schema approvato dal Comitato anno 2000 nella riunione del 1 aprile 1999.

I vari soggetti interessati dall'indagine sono stati invitati a rispondere tempestivamente a una serie di quesiti inseriti in una apposita scheda, volti a verificare i seguenti punti:

B0 - conoscenza del problema relativo all'adeguamento informatico all'anno 2000;

B1 - consapevolezza sulla rilevanza del problema e sulle conseguenti azioni da intraprendere: in primo luogo l'inventario dei sistemi informatici e computerizzati utilizzati e delle diverse apparecchiature elettroniche sensibili all'anno 2000;

B2 - effettuazione di un'analisi completa e dettagliata dell'impatto dell'anno 2000 sui sistemi informatici e sui servizi erogati e fruiti, con individuazione dei sistemi critici;

B3 - adozione di progetti esecutivi e conseguente predisposizione di adeguate risorse umane e finanziarie;

B4 - percentuale di conformità raggiunta, alla data di rilevazione, dai sistemi critici oggetto di intervento ai fini del loro adeguamento;

B5 - percentuale di conformità raggiunta dall'insieme dei sistemi utilizzati (critici e non critici);

B6 - previsione del conseguimento della piena conformità dei sistemi critici entro il 1999.

Per la diffusione capillare e tempestiva delle schede di rilevazione a tutti i soggetti già menzionati il Coordinatore di settore si è affidato a diverse autorità o organismi diffusi sul territorio nel rispetto delle rispettive competenze: Assessori regionali alla Sanità, Prefetture, Autorità di settore, Associazioni nazionali di categoria, altri enti che intrattengono rapporti permanenti con i destinatari dei questionari.

Una simile collaborazione è parsa necessaria anche al fine di sollecitare la massima attenzione e risposta da parte dei medesimi soggetti, considerando anche che solo a fine maggio al Comitato è stato attribuito il potere formale di richiedere ed ottenere da qualsiasi ente, pubblico e privato, informazioni relative alla propria attività di adeguamento informatico all'anno 2000 (art. 19 della legge n. 144/1999).

 

III. Risultati delle rilevazioni di primo approccio

La prima rilevazione effettuata ha ottenuto un limitato numero di risposte, tale da rendere debole il suo significato. In effetti i dati sottoesposti si riferiscono soltanto a 570 soggetti distribuiti in tre aree geografiche del Paese (Nord, Centro e Sud) e suddivisi per tipologia di servizio erogato (Sanità, Energia Elettrica, Gas, Acqua, Trasporti locali, Servizi misti e Servizi vari).

I risultati dell'indagine evidenziano innanzitutto una notevole disomogeneità di situazioni tra le aree geografiche. Tendenzialmente per tutte le tipologie di servizi al Nord si registra un più elevato grado di consapevolezza del problema; e, in alcuni casi, è stata dichiarata l'effettuazione di un primo inventario dei sistemi informatici esposti a possibili malfunzionamenti, nonché l'individuazione delle azioni per evitarli.

Il Centro ed il Sud hanno risposto al sondaggio in misura assai inferiore (in alcuni casi la risposta è stata addirittura nulla), mostrando scarsa conoscenza e consapevolezza del problema anno 2000.

Una tale situazione richiede al Comitato un intenso impegno nell'attività di sensibilizzazione e di stimolo per indurre i soggetti interessati (e le amministrazioni locali, nel cui ambito rientrano) a valutare i rischi effettivi di una mancata conformità informatica dei sistemi utilizzati, ad avviare le operazioni di controllo, adeguamento, collaudo e, in ogni caso, a predisporre i necessari piani di continuità e/o di emergenza per assicurare l'erogazione dei servizi essenziali.

Seguono i prospetti riassuntivi (con breve nota finale) dei dati relativi a ciascuna tipologia di servizio.

SANITA'

Totale schede pervenute 262 su 2.260 soggetti (*)

NORD TOTALE: 156

SI NO

B0 153 3

B1 151 5

B2 135 21

B3 130 26

B6 136 20

CENTRO TOTALE: 66

SI' NO

B0 60 6

B1 55 11

B2 46 20

B3 44 22

B6 47 19

SUD TOTALE: 40

SI' NO

B0 39 1

B1 35 5

B2 29 11

B3 25 15

B6 36 4

(*) Numero di soggetti stimati - fonte Sistema Informativo Sanitario del Ministero della Sanità

Solo il Nord dimostra una sufficiente sensibilizzazione al problema con la più alta percentuale di consapevolezza e di azioni intraprese. Risultano effettuati o in corso di effettuazione un primo inventario dei sistemi e delle apparecchiature esposte a possibili malfunzionamenti. In alcune strutture sanitarie particolarmente attive sono stati già avviati i test di funzionamento e di compatibilità e sono state individuate le conseguenti operazioni.

Delle 262 strutture sanitarie che hanno risposto al questionario, 156 sono del NORD: di queste, 153 hanno conoscenza del problema e 136 prevedono di raggiungere la conformità dei sistemi critici entro il 1999. Al CENTRO, su 66 risposte, 60 dichiarano la conoscenza del problema e 47 prevedono di adeguarsi entro l'anno. Al SUD su 40 risposte, 39 dichiarano la conoscenza del problema e 36 prevedono di adeguarsi entro l'anno.

 

SERVIZI A RETE

ACQUA

 

Totale schede pervenute 63 su 579 soggetti (*)

NORD TOTALE: 39

SI' NO

B0 39 0

B1 37 2

B2 32 7

B3 25 14

B6 27 12

CENTRO TOTALE: 18

SI' NO

B0 17 1

B1 16 2

B2 8 10

B3 7 11

B6 17 1

SUD TOTALE: 6

SI' NO

B0 6 0

B1 5 1

B2 5 1

B3 5 1

B6 6 0

(*) Numero di soggetti stimati - fonte ISTAT: 7° Censimento Generale dell'Industria e dei Servizi 21 ottobre 1991.

 

Il NORD presenta la percentuale più alta di consapevolezza: delle 63 risposte pervenute, 39 provengono da questa area geografica; tutte hanno conoscenza del problema e 27 prevedono di raggiungere la conformità dei sistemi critici entro il 1999.

Il CENTRO ha risposto scarsamente al sondaggio: solo 18 le risposte pervenute, di cui 17 dichiarano la conoscenza del problema e prevedono di potersi adeguare entro il 1999.

Anche al SUD le risposte sono scarse: 6; tutte dichiarano la conoscenza del problema e prevedono di potersi adeguare entro il 1999.

 

 

ENERGIA ELETTRICA, GAS, TRASPORTI LOCALI E SERVIZI VARI

Energia elettrica

 

Totale schede pervenute 19 su 200 soggetti (*)

NORD TOTALE: 14

SI' NO

B0 14 0

B1 14 0

B2 14 0

B3 13 1

B6 6 8

CENTRO TOTALE: 4

SI' NO

B0 4 0

B1 4 0

B2 4 0

B3 4 0

B6 3 1

SUD TOTALE: 1

SI' NO

B0 1 0

B1 1 0

B2 1 0

B3 1 0

B6 1 0

(*) Numero di soggetti stimati - fonte: Autorità per l’energia elettrica e il gas

 

Gas

 

Totale schede pervenute 27 su 800 soggetti (*)

NORD TOTALE: 17

SI' NO

B0 16 1

B1 15 2

B2 14 3

B3 14 3

B6 15 2

CENTRO TOTALE: 4

SI' NO

B0 4 0

B1 4 0

B2 4 0

B3 4 0

B6 3 1

SUD TOTALE: 6

SI' NO

B0 6 0

B1 6 0

B2 6 0

B3 6 0

B6 6 0

(*) Numero di soggetti stimati - fonte Autorità per l’energia elettrica e il gas

 

Trasporti

 

Totale schede pervenute 44 su 4.075 soggetti (*)

NORD TOTALE: 22

SI' NO

B0 21 1

B1 19 3

B2 17 5

B3 15 7

B6 20 2

CENTRO TOTALE: 11

SI' NO

B0 11 0

B1 11 0

B2 10 1

B3 9 2

B6 11 0

 

SUD TOTALE: 11

SI' NO

B0 10 1

B1 9 2

B2 9 2

B3 8 3

B6 7 4

(*) Numero di soggetti stimati - fonte ISTAT: 7° Censimento Generale dell'Industria e dei Servizi 21 ottobre 1991. Si considerano i trasporti terrestri di passeggeri a meno di quelli su rotaia e marittimi.

 

 

 

 

Servizi vari

 

Totale risposte 155 su 2.670 soggetti (*)

NORD TOTALE: 93

SI' NO

B0 91 2

B1 89 4

B2 77 16

B3 68 25

B6 87 6

CENTRO TOTALE: 47

SI' NO

B0 46 1

B1 44 3

B2 38 9

B3 35 12

B6 39 8

SUD TOTALE: 15

SI' NO

B0 15 0

B1 14 1

B2 13 2

B3 11 4

B6 11 4

(*) Numero di soggetti stimati - fonte ISTAT: 7° Censimento Generale dell'Industria e dei Servizi 21 ottobre 1991.

 

Le valutazioni sull'esito dei questionari relativi ai sopraindicati servizi non sono discordanti con quanto sopra rilevato per le altre tipologie. La scarsa sensibilità nei confronti del problema lascia temere che complessivamente l'adeguamento informatico all'anno 2000 sia assai arretrato, con riferimento soprattutto al CENTRO - SUD.

I tre grafici che seguono, riferiti al sondaggio nel suo complesso, dovrebbero rendere ancora più evidente la situazione.

 

 

 

 

 

 

 

III. L'attività di sensibilizzazione (svolta e programmata); i piani di emergenza)

La situazione sopra illustrata ha indotto il Comitato anno 2000 e, operativamente, il Coordinatore di settore ad avviare immediatamente una serie di contatti diretti, sia formali (attraverso comunicazioni scritte), sia informali (attraverso telefono e posta elettronica) con tutti i soggetti politici e amministrativi territorialmente e funzionalmente responsabili della corretta erogazione dei "servizi di convivenza". Il loro coinvolgimento è parso essenziale per accelerare tutte le operazioni, più volte richiamate, che il Comitato raccomanda per perseguire in tempo utile l'obiettivo dell'adeguamento.

Lettere di "sensibilizzazione" (con puntuali indicazioni pratiche) sono state inviate, in particolare, ad assessori (regionali e degli enti locali) in rapporto alle rispettive competenze; a Presidenti di enti, Direttori Generali, ai responsabili delle Autorità di regolazione e, per ciascuna categoria di servizi, alle organizzazioni di riferimento.

I Prefetti, già prima dell'entrata in vigore della legge 17 maggio 1999, n. 144, che (all'art.19) ha ridefinito e allargato le competenze dei "Comitati Provinciali per l’Euro", ridenominati "CEP anno 2000", erano stati sollecitati a promuovere in sede locale apposite riunioni sul problema del Millennium Bug. A questi incontri decentrati hanno partecipato in varie occasioni anche i Coordinatori di settore e lo stesso Presidente del Comitato anno 2000 (Torino, Pavia, Cremona, Venezia, Perugia, Roma; altri incontri sono stati programmati in Calabria e in Sicilia).

In occasione di queste riunioni locali il Coordinatore di settore ha anche fornito l'elenco dei soggetti che non hanno risposto alla rilevazione di primo approccio o che hanno dato risposte incongruenti, tali da far presumere insufficiente conoscenza del problema o inconsapevolezza sui suoi possibili effetti, se non risolto.

Questi temi sono stati ulteriormente approfonditi nel corso della Conferenza nazionale sull’adeguamento informatico all’Anno 2000 (Roma 17 e 18 giugno 1999), nell'ambito di una specifica sessione di lavoro parallela.

Ai lavori di tale sessione hanno preso parte diversi operatori del campo sanitario e dei servizi a rete. In particolare, per i servizi sanitari sono intervenuti rappresentanti del Ministero della Sanità, dell’associazione Assobiomedica (associazione di categoria che si interessa, tra l'altro, delle apparecchiature elettromedicali), delle Aziende USL di Modena e di Viterbo. Per i servizi a rete si segnala l'attiva partecipazione dell'ACEA di Roma e della società Romagna Acque di Forlì.

Nel corso di questa riunione hanno trovato conferma i dati emersi dalle rilevazioni di primo approccio e le forti sperequazioni tra Nord e aree del Centro-Sud.

Le iniziative per l’adeguamento adottate da alcune strutture del Nord e la fase avanzata dei loro interventi al riguardo possono costituire un utile esempio per altre strutture in situazione tuttora arretrata. Il Coordinatore di settore opererà in modo tale da far diventare tali esempi una risorsa comune, anche avvalendosi degli strumenti di informazione e documentazione a disposizione del Comitato anno 2000, come il sito Internet (articolato per settori).

Le azioni che il Coordinatore di settore, in assoluta unità di intenti e di metodo con gli altri Coordinatori e con il Comitato anno 2000 nel suo complesso, si propone di avviare negli ultimi mesi dell'anno sono indirizzate soprattutto alla predisposizione, da parte di tutti i soggetti considerati, nel presente paragrafo di idonei piani di emergenza atti ad evitare malfunzionamenti dei sistemi e dispositivi informatici che possano pregiudicare la necessaria continuità nell'erogazione di servizi essenziali. Ovviamente la maggiore attenzione sarà dedicata a quegli interlocutori in stato di grave ritardo.

Per quanto concerne i servizi ospedalieri, per il conseguimento della conformità informatica delle apparecchiature elettromedicali è stato istituito apposito gruppo di lavoro nell'ambito del Ministero della Sanità.

Per il perseguimento degli obiettivi di adeguamento dei servizi di convivenza diffusi sul territorio si cercherà di utilizzare al massimo gli strumenti che la già citata legge n. 144 del 1999 mette a disposizione del Comitato.

Per rendere davvero incisiva questa azione il Coordinatore di settore confida di ottenere la massima collaborazione da Prefetture, Autorità di regolazione, Assessorati regionali e degli enti locali e, più in generale, da tutti quegli enti diffusi sul territorio che possono (e in alcuni casi devono) fornire un contributo qualificato (come le Università) alla risoluzione del problema anno 2000.

Un'efficace azione sul territorio potrà avere successo soprattutto se sarà forte l'impegno dei "CEP Anno 2000", che dovranno operare quali, pur autonomi, terminali-sensori del Comitato nazionale.